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EnvironmentUna soluzione alla crisi idrica della Grecia per il prossimo decennio

Una soluzione alla crisi idrica della Grecia per il prossimo decennio

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Mentre la Grecia cerca petrolio e gas naturale al largo delle sue coste, una scoperta inaspettata potrebbe rivelarsi ancora più preziosa dei combustibili fossili. Un team di geologi dell’Università di Malta ha identificato una vasta riserva sotterranea di acqua dolce sotto il fondale marino del Golfo di Corinto, un serbatoio che potrebbe potenzialmente soddisfare il fabbisogno idrico del paese per i decenni a venire.

Guidato dal geologo Dr. Senai Khopozal, il team ha utilizzato una combinazione di perforazioni profonde, imaging sismico e modelli computerizzati per mappare un sistema su larga scala di bacini idrici sotterranei. I risultati dello studio sono stati pubblicati nel numero specializzato del Journal of Hydrogeology e rivelano una nuova comprensione delle cosiddette acque sotterranee confinate offshore (OCG) – sistemi di acqua dolce immagazzinati sotto il fondale marino.

Impronte dell’era glaciale

Secondo gli scienziati, le falde acquifere si trovano a una profondità compresa tra 15 e 700 metri sotto il fondale marino. Probabilmente si sono formati durante diverse ere glaciali, quando il livello del mare era significativamente più basso di quello attuale.

Durante questi periodi, l’acqua piovana e quella dei fiumi penetravano nei sedimenti e vi rimanevano intrappolate. Gli strati leggermente porosi di sabbia e argilla fungevano da “capsula” naturale che preservava l’acqua dolce per circa 800.000 anni.

“Queste strutture geologiche sono come capsule del tempo: preservano l’acqua dolce dai tempi in cui il livello del mare era decine di metri più basso”, spiega il dottor Xopozal.

Uno dei più grandi serbatoi di acqua dolce del mondo

Si stima che i bacini sotterranei scoperti sotto il Golfo di Corinto contengano circa 250 chilometri cubi di acqua dolce, un volume che colloca il sistema tra le più grandi scoperte di questo tipo al mondo.

In confronto, questa quantità è sufficiente a soddisfare il bisogno di bere di tutta la Grecia per almeno due decenni.

Depositi simili sono stati identificati in altre parti del mondo, ad esempio al largo del New England (USA) e della Nuova Zelanda, ma finora nel Mediterraneo non è stato scoperto alcun giacimento di queste dimensioni.

La crisi idrica della Grecia

La scoperta arriva in un momento critico. Negli ultimi anni, la Grecia ha dovuto affrontare una crescente carenza d’acqua, il risultato di siccità più frequenti, aumento delle temperature e intensa pressione turistica.

Il consumo di acqua nel Paese è più che raddoppiato negli ultimi 25 anni, passando da 800 milioni a 1,8 miliardi di metri cubi all’anno.

La situazione ad Atene, dove vivono circa 4 milioni di persone, è particolarmente preoccupante. Il livello dell’acqua nei principali bacini idrici che riforniscono la capitale sta diminuendo drasticamente. Ad esempio, la diga di Mornos, la più grande del Paese, è scesa dagli oltre 670 milioni di metri cubi del 2021 a meno di 150 milioni di oggi, una quantità che potrebbe coprire il fabbisogno della città per soli due anni.

Il governo risponde: infrastrutture per milioni

Nel tentativo di garantire forniture idriche stabili, il governo greco ha già annunciato un progetto da 535 milioni di euro per costruire tunnel e canali che trasporteranno l’acqua dai fiumi della Grecia centrale ad Atene. Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2029 e dovrebbe garantire l’approvvigionamento idrico della capitale per i prossimi 3 decenni.

Tuttavia, grazie alla scoperta sotto il Golfo di Corinto, il Paese potrebbe disporre di una riserva alternativa e sostenibile: una fonte naturale sotterranea, che ridurrebbe la dipendenza dai cicli climatici e dalle limitazioni delle infrastrutture.

I ricercatori sottolineano che alcuni dei depositi di acqua dolce sotto la baia sono eccezionalmente superficiali, in alcune aree solo da 15 a 100 metri sotto il fondale marino. Ciò li rende relativamente accessibili per l’estrazione mineraria, ma anche suscettibili ai rischi ambientali.

“È possibile che quest’acqua possa essere utilizzata per i bisogni della popolazione, ma qualsiasi sfruttamento deve essere attentamente regolato”, avvertono gli scienziati.

Un’estrazione impropria può portare a infiltrazioni di sale o allo sconvolgimento dell’equilibrio naturale delle falde acquifere, conseguenze che potrebbero rendere i sistemi irreversibilmente inutilizzabili.

La scoperta di riserve sotterranee di acqua dolce sotto il Golfo di Corinto ha il potenziale per trasformarle in una risorsa geostrategica per la Grecia. Nel contesto dell’incertezza climatica, della crescita del turismo e della necessità di indipendenza energetica e delle risorse, l’accesso a fonti idriche stabili può rivelarsi più prezioso del petrolio.

Inoltre, la ricerca getta le basi per nuove tecnologie per l’estrazione offshore di acqua dolce, un settore che presto acquisirà importanza economica su scala globale.

Foto illustrativa: marc-olivier-jodoin-TStNU7H4UEE-unsplash

Originalmente pubblicato su The European Times.

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