Per tre giorni si sono incontrati ministri, partner per lo sviluppo e agenzie internazionali esplorare come i paesi meno sviluppati possono “uscire” con successo – nel senso che hanno raggiunto livelli di reddito, istruzione e resilienza che li allontanano dal gruppo più vulnerabile delle Nazioni Unite – e, soprattutto, ne restano fuori.
L’incontro è stato incentrato su Agenda d’azione di Doha (DPOA), che mira ad aiutare altri 15 paesi a raggiungere la laurea entro il 2031.
Molto PMA rimangono fortemente esposti agli shock climatici, ai conflitti, alle pressioni debitorie e alle perturbazioni commerciali. Senza il giusto sostegno, gli esperti avvertono che i progressi possono rapidamente svanire.
Intervenendo alla sessione di chiusura, Rabab Fatima, Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per i paesi meno sviluppati, ha affermato che l’incontro ha dimostrato “un forte desiderio collettivo di garantire che la laurea diventi una porta verso la resilienza, le opportunità e la prosperità sostenibile”.
“Lasciamo Doha ispirati e uniti”, ha detto, chiedendo una cooperazione più profonda e “incentivi reali che aiutino ogni Paese ad andare avanti con il pieno sostegno della comunità globale”.
Impara dall’esperienza
I paesi che si preparano a conseguire il diploma – tra cui Bangladesh, Repubblica democratica popolare del Laos e Nepal – hanno condiviso le lezioni apprese dai propri piani di transizione, mentre gli stati che hanno già conseguito il diploma hanno discusso su come gestire l’abbandono dei benefici commerciali preferenziali e di altre forme di assistenza internazionale mirata.
Un tema ricorrente era l’importanza di Strategie di transizione fluidepiani nazionali che aiutano i governi ad adattarsi alla graduale eliminazione del sostegno specifico ai paesi meno sviluppati.
I delegati hanno sottolineato che queste strategie devono essere realistiche, guidate a livello nazionale e pienamente integrate nella pianificazione dello sviluppo a lungo termine.
L’incontro ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare le capacità produttive, in particolare attraverso la transizione digitale e verde, e di espandere le opportunità commerciali per le economie che si trovano ad affrontare condizioni globali volatili.
Nuovo slancio per il sistema di sostegno
Un elemento centrale delle discussioni è stato il meccanismo iGRAD, un meccanismo progettato per aiutare i paesi meno sviluppati ad affrontare il periodo di transizione. Il Qatar ha annunciato un impegno di 10 milioni di dollari per rafforzare la struttura, ricevendo elogi dai partecipanti.
Fahad Hamad Al-Sulaiti, direttore generale del Fondo per lo sviluppo del Qatar, ha affermato che il suo Paese è impegnato a trasformare il DPOA “in un progresso misurabile per i paesi meno sviluppati”.
L’incontro, ha aggiunto, ha mostrato “il potere dell’azione collettiva” e l’importanza di fornire ai paesi meno sviluppati “gli strumenti, le risorse e le partnership di cui hanno bisogno per affrontare la transizione con fiducia”.
Prossimi passi
Il convegno si è concluso con la Dichiarazione concordata di Doha sui partenariati globali per la laurea sostenibileche stabilisce i principi per un approccio più forte e basato su incentivi per sostenere i paesi in fase di conseguimento del diploma.
Un riepilogo completo delle raccomandazioni sarà pubblicato dall’OHRLLS e inviato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite prima delle discussioni chiave nel 2027, quando il DPOA sarà sottoposto alla revisione di medio termine.
Maggiori informazioni sono disponibili su sito web dell’evento e nella pagina dedicata a Agenda d’azione di Doha.
Originalmente pubblicato su The European Times.
