Georgina dice senza mezzi termini che Valentino è stato una presenza insostituibile per quasi quarant’anni.
Cosa dice Georgina su Valentino
Lei racconta che ha perso un grande amico, quel tipo di amico che diventa famiglia, e che hanno condiviso quasi 40 anni di vita insieme: gioie, momenti difficili e soprattutto risate – quante risate, davvero. Meno di un mese fa lei è venuta da Parigi e sono stati a colazione insieme, hanno chiacchierato come sempre, e poi la notizia del suo addio è stata un colpo durissimo, nulla prepara a questo.
Si sono conosciuti al Carnevale di Rio e lui le aveva offerto uno stage nell’atelier quando lei non voleva seguire l’università, quindi si può dire che il lavoro li ha legati, sul serio. Lei racconta che lui era severo sul lavoro, urlava se qualcosa non andava e dopo cinque minuti gli passava, ma nella vita quotidiana lui era molto alla mano e gentile, sempre disponibile con la gente, con un sorriso per tutti – insomma, una figura complessa ma umana.
Il commovente addio
Lei ha trascorso tutto il pomeriggio a vegliare la sua bara nella camera ardente allestita a Piazza Mignanelli, accanto ai familiari stretti, e le figlie Coco e Bianca saranno lì a restare fino ai funerali di sabato; c’è un senso di vuoto enorme ma anche di gratitudine, perché lui ha lasciato ricordi vividi. E poi, chi non si chiede perché certe persone ti restano così dentro?
Nel racconto di lei l’addio è insieme dolore e festa della memoria: hanno girato il mondo insieme, sono stati in Cina quando era ancora quasi sconosciuta all’Occidente, lui adorava il mare, la barca, la commedia al cinema e la buona cucina – insomma, aveva gusti ben definiti. Lei dice che lui le ha insegnato l’eleganza, e che le risate insieme superano di gran lunga le lacrime.
Da aggiungere: lei era la prima persona che lui aveva voluto vicino quando sono nate le sue bambine, e questo la dice lunga sul legame profondo tra loro – lui non era solo un collega, era parte della famiglia. E poi, per contestualizzare, lei è principessa e contessa di Valmareno, sposata nel 1975 con Rodrigo Brandolini d’Adda, nipote di Gianni Agnelli, roba di palcoscenico sociale certo, ma qui si parla di affetto vero, e si sente.
Come Si Sono Conosciuti – Un Colpo di Fortuna
Il Carnevale di Rio attira oltre 2 milioni di persone ogni anno; proprio lì, tra maschere e confusione, lei e lui si sono incontrati per caso, e questo incontro ha cambiato il corso della vita di lei. Lei non aveva voglia di seguire l’università come voleva suo padre, così lui la prese nel suo atelier a fare uno stage – roba da film ma vero, no? Era un approccio semplice, quasi casuale, eppure da quel momento sono diventati compagni di lavoro e di vita.
Hanno condiviso quasi 40 anni insieme e quella prima stretta di mano al Carnevale è rimasta cruciale, perché da lì è nata una collaborazione che in pochi avrebbero previsto. Un affetto profondo li ha legati, tra viaggi, sfilate e risate che, a detta di lei, hanno spesso superato i momenti difficili.
Valentino l’Uomo vs Valentino il Designer
Valentino è rimasto al centro dell’alta moda per oltre 50 anni, e proprio questa longevità mette in luce la distanza tra la sua immagine pubblica e quella privata: in strada lui era gentile e molto alla mano, sempre pronto a fermarsi per una foto o una parola, ma in atelier era un’altra storia – chi lo viveva lo sa. Sul lavoro poteva diventare severissimo, esigente fino a far urlare, e poi, dopo cinque minuti, tornare quello di sempre, affabile e sorridente.
Era severissimo sul lavoro.
Lei racconta che lui amava viaggiare e conoscere culture diverse, che insieme hanno girato il mondo e sono stati in Cina quando ancora era poco conosciuta dall’Occidente; adorava il mare, le gite in barca, era un buongustaio coccolato dai suoi cuochi, e preferiva la commedia ai thriller – piccoli dettagli che mostrano l’uomo dietro il genio creativo.
Le sue passioni e preferenze – La verità
Sorprende che, per un nome così legato al glamour, lui preferisse le commedie ai film seriosi e che la curiosità viaggiasse davanti a tutto – hanno girato il mondo insieme, sono stati in Cina quando ancora era quasi sconosciuta all’Occidente, e questo dice molto su come vedevano la vita. E poi il mare: adorava il mare, prendeva la barca e faceva lunghe nuotate, mica cose da poco – chi se lo immaginava? Lei spesso lo raggiungeva, loro ridevano, e quel mix di viaggi, cibo e mare è stato centrale nella loro routine.
Ma non era tutto dolcezza: sul lavoro lui era severissimo, urlava se qualcosa non andava e poi in cinque minuti tornava a sorridere – una specie di esplosione che spaventava e insieme motivava. E se vi state chiedendo come ci stanno insieme queste contraddizioni, la risposta è semplice: affetto profondo e tante risate hanno tenuto il tutto insieme, e i cuochi che lo coccolavano non sono mai stati un dettaglio da trascurare.
Lezioni di vita da una leggenda
Sorprende che la lezione più grande non sia stata tecnica ma tutta di stile: l’eleganza. Lei diceva che lui le ha insegnato proprio questo, e non solo come vestirsi ma come comportarsi, come essere presenti senza sovrastare, come fare ridere e non essere mai volgare – roba che non si compra, si impara stando accanto a qualcuno così. Perché alla fine l’eleganza è anche rispetto, no?
And so, tra un rimprovero sul lavoro e una colazione a Parigi meno di un mese fa, lui ha lasciato tracce pratiche: piccoli gesti, attenzioni per le persone, il modo di accogliere chi lo fermava per strada – era gentile, dolce, molto alla mano ma anche capace di essere duro quando serviva. Loro, le sue amiche e la famiglia, sanno che quelle lezioni non erano teoriche, erano vissute ogni giorno.
L’eleganza era la sua lezione più grande.
Per approfondire: l’eleganza che lui insegnava si vedeva nelle cose semplici – come presentarsi con un sorriso, come far sentire importanti le persone, come tenere insieme lavoro e affetti; e lei, che lo ha vissuto per quasi 40 anni, lo ripeteva spesso alle figlie e agli amici, mettendo in pratica ogni giorno quei piccoli codici di comportamento che poi diventano identità.
