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Aumenti salariali e welfare per i lavori della cultura. È stato firmato il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro. L’intervista

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Aumenti salariali, welfare e nuove regole sugli inquadramenti, e un impegno tra le parti ad avviare da subito il confronto per il rinnovo del triennio corrente: è stato finalmente firmato il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro Federculture. “Questo rinnovo rappresenta un passaggio decisivo per il settore, perché coniuga risultati economici concreti, nuove tutele e una riforma attesa del sistema di inquadramento, senza lasciare indietro nessuno” ha detto il presidente di Federculture Andrea Cancellato.

Cosa prevede il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro Federculture

Il rinnovo, firmato il 30 aprile 2026 dalla Commissione Trattante di Federculture e dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA, prevede sul piano economico il rinnovo un aumento complessivo del 7,5% dei minimi tabellari, con decorrenza dal 1° dicembre 2024. Poi viene rafforzato anche il sistema di welfare contrattuale: il contributo per l’assistenza sanitaria integrativa viene raddoppiato e sale a 28,17 euro al mese per ogni lavoratore a tempo indeterminato (misura con cui l’aumento economico complessivo supera l’8%).

Tra gli interventi più rilevanti, c’è poi la revisione del sistema di classificazione del personale: le aree restano tre, ma i livelli vengono ridotti e riorganizzati in una struttura più semplice con l’obiettivo di rendere più chiari gli inquadramenti e i percorsi professionali. Nel passaggio al nuovo sistema è stata assicurata la salvaguardia delle retribuzioni individuali con il riconoscimento di una specifica componente economica destinata a tutelare i lavoratori.

La prospettiva sulle trattative per il rinnovo del triennio 2025-2027

Il contratto, ha aggiunto Cancellato, “è il frutto di un lavoro condiviso che ha visto impegnate le principali organizzazioni sindacali e che conferma come la cultura sia un settore strategico, non solo per l’identità del Paese ma anche per la sua crescita economica“. In occasione della firma è stata fissata al 26 maggio la riapertura delle trattative per il rinnovo del triennio 2025-2027 così da continuare il lavoro intrapreso in questa fase per la crescita del comparto e del lavoro nella cultura.

Francesco Spano

L’importanza del nuovo contratto secondo il direttore Francesco Spano: la coralità e il miglioramento della situazione economica

“Questo è il risultato di oltre un anno di lavoro che registriamo con la giusta soddisfazione“, spiega direttore di Federculture, ed ex Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, Francesco Spano. “Oltre al risultato tecnico, riteniamo particolarmente importante considerare il lavoro corale che è stato svolto con grande senso di responsabilità da tutte le parti: quando si parla di cultura si parla di qualcosa che è di tutti, e ogni volta che una voce si aggiunge al coro è sempre un successo. Così nessuno è escluso, politicamente e culturalmente”.

Anche se “c’è tanto che si rimanda a momenti successivi“, continua il neodirettore, “siamo riusciti a migliorare condizione la economica dei lavoratori e delle lavoratrici del settore culturale, arrivando a un riconoscimento che sia il più giusto possibile per dare riscontro alla loro passione e professionalità, anche se si deve sempre mantenere un principio di sostenibilità per istituzioni e associazioni che applicano il nostro contratto”.

L’importanza del nuovo contratto secondo il direttore Francesco Spano: istituti sociali e semplificazione di inquadramento

“Poi abbiamo voluto con determinazione rafforzare gli istituti sociali: è raddoppiato il valore economico che mettiamo sul welfare per offrire strumenti per la sicurezza e la prevenzione, e in generale per la salute dei lavoratori e della lavoratrici della cultura“, prosegue Spano. “Un altro aspetto importante è la semplificazione dei livelli di inquadramento: non vuole essere un modo per per mortificare le sfumature di organizzazione, ma al contrario rendere la struttura più chiara e intellegibile e valorizzare le professionalità”.

Ora c’è “l’impegno a riaprire immediatamente la trattativa per il triennio già in corsa, che risponde alla volontà di tenere il contratto aggiornato da un punto di vista remunerativo e di procedere passo passo al miglioramento e al rafforzamento del Contratto Collettivo, che sempre più dovrà essere un riferimento per il comparto della cultura“, aggiunge Spano. Che riporta come ci sia già stato “un incremento del 30% nell’applicazione del contratto come riferimento nei bandi di gara. Sempre più realtà ci cercano per applicarlo e per entrare nella nostra comunità: è un fattore importate per perseguire la dignità del lavoro, che si garantisce anche attraverso il corretto inquadramento contrattuale. È una sconfitta per tutti quando si va nei musei e si vedono registrar, archeologi, guide, curatori e architetti inquadrati con dei contratti generalisti pensati per altre categorie. Questo è un primo ineludibile tassello per la valorizzazione della dignità del lavoro“.

Giulia Giaume

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Fonte:

www.artribune.com

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