Con una mossa senza precedenti, Trump chiede e ottiene l’esenzione dall’Endangered Species Act per accelerare le trivellazioni nel Golfo del Messico, mettendo a rischio decine di specie protette
Mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran provoca interruzioni storiche nella fornitura di petrolio, il governo Trump ha deciso di aggirare la legge federale che protegge le specie in pericolo per accelerare l’espansione delle trivellazioni petrolifere e del gas nel Golfo del Messico.
L’amministrazione ha infatti chiesto un’esenzione dall’Endangered Species Act. La misura è stata motivata ufficialmente da presunte esigenze di sicurezza nazionale, ma ambientalisti e giuristi parlano chiaro: si tratta di una manovra politica pericolosa e irresponsabile a favore dell’industria fossile, a costo dell’estinzione di animali già minacciati.
Il “God Squad” e la prima convocazione per motivi militari
Esenzione che, purtroppo, è stata ottenuta. Il Comitato per le specie in pericolo, il cosiddetto “God Squad”, si è infatti riunito e ha votato all’unanimità per esentare tutte le attività petrolifere e di gas nel Golfo del Messico dalle protezioni dell’Endangered Species Act. Secondo quanto dichiarato dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth, l’esenzione è necessaria per espandere le trivellazioni offshore a sostegno della guerra USA-Iran.
Un provvedimento senza precedenti: mai prima d’ora il comitato — creato nel 1978 per valutare casi estremi e che in 48 anni si era riunito solo tre volte — aveva invocato la sicurezza nazionale per giustificare il superamento delle salvaguardie ambientali. Un precedente che preoccupa gli esperti di conservazione.
Le specie a rischio
Le critiche più dure arrivano dagli ambientalisti: tra le specie a rischio ci sono la balenottera di Rice, con solo circa 50 esemplari rimasti, tartarughe marine, mante giganti e coralli. “È grottesco usare la sicurezza nazionale come scusa per permettere all’industria petrolifera di sterminare specie in pericolo”, denuncia Brett Hartl del Center for Biological Diversity.
Una decisione governativa senza precedenti e inaccettabile
Il Center for Biological Diversity aveva tentato di bloccare la riunione, sostenendo che i requisiti legali per la convocazione non erano stati rispettati, tra cui la necessità di un’udienza pubblica presieduta da un giudice amministrativo. La Corte del Distretto di Columbia ha però respinto la richiesta, permettendo comunque la procedura.
Le esenzioni dall’ESA sono state concepite per emergenze straordinarie, non per favorire la produzione energetica. Si tratta dunque di pura retorica per aggirare la legge. C’è comunque da precisare che le nuove trivellazioni richiedono anni, rendendo l’esenzione più un atto simbolico che una soluzione immediata. Resta però il fatto che balene, tartarughe e coralli affrontano ora il rischio concreto di estinzione a causa di una decisione governativa senza precedenti. La scelta del governo appare cinica e sconsiderata, sacrificando la biodiversità per pochi profitti industriali e un’illusoria sicurezza energetica.
Ti potrebbe interessare anche:
Fonte:
www.greenme.it



