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Borse, Europa in rosso . Volano petrolio e gas

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Il fallimento dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran torna ad alimentare l’avversione al rischio degli investitori, penalizzando così il mercato azionario: le Borse europee viaggiano in rosso mentre il blocco dello Stretto di Hormuz, annunciato dal presidente americano Donald Trump, spinge il petrolio nuovamente sopra i 100 dollari al barile. Sul suo social Truth, Trump ha spiegato che la marina Usa bloccherà ogni nave che tenterà di entrare o di lasciare i porti iraniani dalle 16 (ora italiana) di oggi, lunedì 13 aprile, sottolineando che l’obiettivo è di arrivare a un’apertura totale dello stretto di fronte al tentativo di «estorsione» delle autorità iraniane. Così il FTSE MIB , il CAC 40 e il DAX 30 viaggiano in territorio negativo mentre risalgono i prezzi del petrolio (sopra i 100 dollari) e del gas (in area 48 euro al Megawattora). In ambito societario, occhi puntati sulla partenza della stagione delle trimestrali Usa, che vede in prima fila i big del credito. In Europa, intanto, l’attenzione degli investitori va anche al risultato delle elezioni politiche in Ungheria, che secondo gli osservatori dovrebbe rafforzare l’azione dell’Unione europea.

A Piazza Affari focus su Poste e banche

A Piazza Affari sotto i riflettori Poste Italiane che venerdì scorso ha comunicato di aver presentato all’autorità di vigilanza Consob la documentazione relativa alla sua offerta pubblica di acquisto suTelecom Italia , del valore di 10,8 miliardi di euro, in contanti e azioni. Nei prossimi giorni, intanto, terrà banco la stagione assembleare delle banche: focus in particolare su Banca Mps , con la sfida tra l’ex a.d. Luigi Lovaglio e la lista del cda che propone Fabrizio Palermo per la guida della banca. Riuniranno gli azionisti anche Mediobanca (martedì) e Banco Bpm (giovedì). Fuori dal paniere principale da monitorare Pirelli & C . L’Italia ha imposto diverse restrizioni alla cinese Sinochem nel tentativo di risolvere una controversia sulla governance di Pirelli, ha dichiarato sabato il produttore di pneumatici, confermando una precedente notizia diffusa da Reuters. Le restrizioni rimarranno in vigore fino a quando Sinochem manterrà una partecipazione in Pirelli superiore al 9,99%, ha affermato la società in un comunicato, a dimostrazione del fatto che Roma intende che Sinochem riduca la propria quota azionaria del 34%.

Gas e petrolio in risalita

Torna a salire il prezzo del petrolio che viaggia sopra la soglia dei 100 dollari al barile. A pesare la decisione del presidente americano, Donald Trump, che ha ordinato di bloccare lo Stretto di Hormuz aumentando le tensioni con l’Iran in seguito al fallimento dei colloqui di pace del fine settimana tra Usa e Iran in Pakistan. Così il Wti mette a segno un rialzo dell’8,11% a 104,4 dollari al barile e il Brent si attesta a 101,83 dollari (+6,96%). Balzo per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam con i contratti future sul mese di maggio segnano un rialzo del 9% a 47,6 euro al Megawattora. Sul fronte dei metalli preziosi, torna a calare l’oro che vale 4.726 dollari l’oncia (-0,43%) e l’argento cede l’1,56% a 74,66 dollari.

Euro scivola a 1,168, spread sale a 80 punti

Sul mercato valutario, la ricerca di porti sicuri premia il dollaro: l’euro scivola a 1,1688 da 1,1731 venerdì in chiusura. Il biglietto verde sale anche a 159,64 yen (da 159,16), mentre il rapporto euro/yen è a 186,59 (da 186,69). In rialzo lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si e’ attestato a 80 punti dai 77 punti della chiusura di venerdì. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato prima posizione al 3,87% dal 3,82% dell’ultima chiusura.

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Asia in calo, Nikkei cede lo 0,74%

Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha perso lo 0,74% a 56.502,77 punti, 421,34 punti in meno rispetto alla precedente chiusura. Sui listini pesa il fallimento dei colloqui tra Usa e Iran, con le minacce di Trump di un controblocco dello Stretto di Hormuz, cosa che ha fatto risalire nettamente le quotazioni di greggio e gas. Scivolone dei produttori di semiconduttori Renesas (-3,59%) e Tokyo Electron (-3,29%), più cauta invece Advantest (-1,22%). In forte calo anche gli automobilistici Mitsubishi (-4,21%), Nissan (-2,33%) e Honda (-1,5%), a differenza di Toyota (+0,12%).


Fonte:

www.ilsole24ore.com

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