Cooltowel è l’idea di un ragazzo che ha trasformato un bisogno reale in un progetto da 200.000 dollari
©Cooltowel
Crescere oggi significa muoversi in un mondo dove le idee corrono veloci quanto i video sui social, e dove una stanza può diventare ufficio, laboratorio e punto di partenza per qualcosa di molto più grande. In questo scenario si inserisce la storia di Harrison Nott, che a sedici anni ha già imparato a stare dentro al ritmo delle cose che cambiano, senza restare fermo a guardarle.
Harrison vive nell’Essex e ha una passione chiara per lo sport, una di quelle che ti fanno sentire ogni limite del corpo, soprattutto quando il caldo diventa un ostacolo continuo. Proprio lì prende forma l’idea di Cooltowel, un asciugamano progettato per restare fresco fino a due ore, capace di trasformare un gesto semplice in una risposta immediata al disagio.
Il progetto nasce nel 2023, dentro la sua camera da letto, senza strutture complesse e senza grandi mezzi, con quella spontaneità che spesso accompagna le idee più concrete. Harrison osserva, prova, modifica, fino ad arrivare a un prodotto costruito con tre strati di poliestere, pensati per trattenere l’umidità e attivare un effetto rinfrescante che si ottiene con un gesto rapido: bagnare, strizzare, agitare.
Nel giro di poco tempo quell’idea prende forma anche fuori da quella stanza. Gli ordini iniziano ad arrivare, prima pochi, poi sempre di più, fino a superare le 30.000 spedizioni. Il fatturato cresce e raggiunge le 100.000 sterline in un anno, mentre lui continua a dividere le giornate tra scuola e lavoro, con una naturalezza che racconta molto più di qualsiasi strategia.
Dalla visibilità su tiktok al palco internazionale
La spinta decisiva arriva quando Harrison porta Cooltowel sui social, scegliendo TikTok come spazio di racconto prima ancora che di vendita. I video mostrano il prodotto in azione, senza costruzioni artificiali, con quella immediatezza che rende tutto più vicino e comprensibile. Accanto ai contenuti, apre anche un negozio online su Shopify, creando un equilibrio tra narrazione e vendita.
Durante l’estate arriva una giornata che segna un passaggio importante: 15.000 sterline incassate in 24 ore. Da quel momento la crescita accelera, fino ad attirare l’attenzione di un evento internazionale organizzato da Alibaba a Londra, il CoCreate Pitch.
Alla selezione partecipano oltre 15.000 giovani imprenditori da tutto il mondo, un numero che restituisce bene l’idea della competizione. Harrison entra tra i trenta finalisti e sale sul palco con la stessa chiarezza che aveva usato nei suoi video. Racconta il prodotto, racconta il percorso, racconta soprattutto la direzione.
La giuria lo ascolta e riconosce qualcosa di concreto. Tra i giudici c’è anche Rio Ferdinand, che resta colpito al punto da scambiare il numero di telefono con lui. Alla fine della competizione, mentre altri partecipanti ricevono investimenti più contenuti, Harrison conquista il premio principale: 200.000 dollari.
Una crescita veloce che passa dalle responsabilità quotidiane
Gestire un’azienda a sedici anni richiede un equilibrio che non si impara sui libri. Harrison lo costruisce giorno dopo giorno, adattando la sua vita a qualcosa che continua ad allargarsi. La scuola gli offre un orario flessibile, permettendogli di seguire entrambe le strade senza doverne abbandonare una.
Il cambiamento si sente anche nel modo in cui racconta se stesso. Parla di una crescita veloce, di decisioni prese in tempi rapidi, di una responsabilità che si allarga insieme al progetto. In questo percorso c’è anche la presenza del padre, imprenditore, che gli ha trasmesso un modo concreto di guardare al lavoro e agli errori.
Harrison conosce bene il fallimento, perché ha iniziato presto. A otto anni rivendeva oggetti su eBay, poi sono arrivati altri tentativi, alcuni andati male, altri lasciati a metà. Ogni esperienza ha costruito un pezzo di competenza, senza scorciatoie. Dentro questa crescita rimane uno spazio dedicato agli altri, che Harrison coltiva attraverso la donazione di prodotti a organizzazioni che supportano persone con problemi di salute. Il gesto entra nel progetto senza appesantirlo, come una parte naturale del percorso.
L’idea di fondo resta quella di costruire un marchio solido, riconoscibile, capace di creare fiducia nel tempo. Allo stesso tempo Harrison guarda avanti e immagina di condividere quello che ha imparato, aiutando altri ragazzi a muovere i primi passi nel mondo dell’imprenditoria. Ha già in mente di proseguire gli studi in Business, con l’intenzione di tenere insieme teoria e pratica, senza separarle.
Fonte: Cooltowel
Ti potrebbe interessare anche:
Fonte:
www.greenme.it



