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Due caccia americani abbattuti in Iran, uno dei piloti è disperso

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Lo scenario deve essere stato vagamente simile  a qualcosa di già visto in Afghanistan, oppure in film tipo “Black Hawk Down”, certo qui senza mattanza di Delta Force, magari più prosaicamente come nel caso del Tornado di Cocciolone e Bellini, abbattuto in Iraq nel 1991. Il caccia F-15E americano che viene colpito da un missile a ricerca di calore, i due piloti che si eiettano, poi la caccia all’uomo degli iraniani. Minuti, ore interminabili.

Il risultato potrebbe diventare drammatico per Donald Trump e rendere ancora più complicata la scellerata operazione Epic Fury, ma questo si capirà solo nelle prossime ore. Uno dei due piloti è stato tratto in salvo grazie a una frenetica operazione di ricerca e soccorso che ha impegnano gli americani in territorio iraniano, ma dell’altro non si ha notizia e, anzi, secondo le autorità di Teheran sarebbe stato catturato.

A complicare lo scenario il fatto che anche un secondo velivolo dell’Air Force, un A-10, quasi in contemporanea sarebbe stato colpito: il pilota però è riuscito a riportarlo nello spazio aereo kuwaitiano, prima di lanciarsi ed essere soccorso in sicurezza. 

Il salvataggio riuscito solo a metà dell’equipaggio dell’F-15 è stato molto più complicato: due degli elicotteri Black Hawk che erano impegnati nella ricerca sono stati anch’essi colpiti. Secondo le prime indiscrezioni ci sarebbero feriti tra gli uomini a bordo. I fatti smentiscono, soprattutto, le trionfali affermazioni di Trump secondo cui il Pentagono avrebbe raggiunto la superiorità aerea e l’arsenale iraniano sarebbe ormai ai minimi termini.

Le operazioni di ricerca del pilota ufficialmente disperso rappresentano il momento più pericoloso per l’esercito americano in queste cinque settimane di guerra e, se davvero è stato catturato, potrebbe diventare uno strumento di propaganda straordinario in mano al regime degli ayatollah. Si tratterebbe proprio dello scenario più temuto. «È una missione ad alto rischio. Più a lungo una persona rimane a terra, minori sono le possibilità di recuperarla senza rischiare vite» ha spiegato al Washington Post il generale in pensione James Slife, ex comandante dell’Air Force specializzato in infiltrazione e missioni di ricerca e salvataggio in combattimento. 

Gli iraniani non si sono fatti sfuggire l’occasione hanno scatenato una forsennata caccia all’uomo, con tanto di annuncio alla tv di una taglia posta sul pilota americano dai commercianti della zona in cui l’aereo è precipitato. Sui social del canale di Stato Irib, invece, è comparso un post in cui si riferiva di  «molte persone» che si sarebbe recate sul luogo spontaneamente alla ricerca del militare americano e si invitava la popolazione «a non permettere ad alcuno di maltrattarlo».

Un video diffuso dall’Iran mostra un aereo-cisterna C-130 volare a bassa quota e rifornire di carburante due elicotteri HH-60G. Operazione che se compiuta in territorio nemico richiede l’assunzione di rischi altissimi, cosa che conferma il grado di difficoltà che gli americani si stanno trovando ad affrontare in queste ore.


Fonte:

www.linkiesta.it

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