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E' morto Vittorio Messori, lo scrittore cattolico delle 'Ipotesi su Gesù'

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E’ stato uno degli scrittori e intellettuali cattolici italiani più importanti negli ultimi decenni, ha scritto libri diventati bestseller e tradotti in tante lingue, ha intervistato Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger quando era Prefetto della Dottrina della Fede, scrivendo a quattro mani con loro libri che hanno avuto eco in tutto il mondo cattolico. Vittorio Messori si è spento nella sua casa a Desenzano del Garda a 84 anni. Da qualche tempo aveva problemi di salute, che si erano acuiti soprattutto dopo la morte dell’amata moglie Rosanna Brichetti, morta nel 2022 e alla quale era molto legato. I politici lo ricordano con stima.

“Da ateo si era convertito al cattolicesimo – ricorda il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani -, con il coraggio di parlare e fare inchieste su Gesù a cavallo degli anni 70, in un contesto difficile per affrontare temi religiosi e legati al valore della fede”. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo definisce “fra i più competenti e appassionati studiosi del mondo cattolico”, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ricorda: “Dalle sue parole, e dai suoi indimenticabili dialoghi con figure straordinarie come San Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Joseph Ratzinger, ho imparato molto”. “Che milioni di lettori, dentro e fuori i confini nazionali, abbiano ‘divorato’ i suoi scritti è la riprova di quanto anche oggi, in un contesto così secolarizzato, sia grande la domanda di verità sull’uomo e su Dio”, commenta il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

A raccontare il suo rapporto con la fede era stato lo stesso Messori nell’ultima intervista, due anni fa: “La religione non mi aveva mai interessato, avevo vissuto benissimo fino ad allora prendendo la vita come veniva, senza farmi domande ma fui come costretto a diventare cattolico, ne rimasi affascinato, presi a frequentare la messa, inizialmente di nascosto, anche perché quando mia mamma lo scoprì chiamò il dottore preoccupata: ‘Corra’, gli disse, ‘che Vittorio sta male'”, diceva al settimanale dei Paolini ‘Maria con te’. Emiliano di Sassuolo, era nato in una famiglia, appunto, anticlericale, che si era poi trasferita a Torino. Si era laureato in Scienze Politiche.

E’ nel 1964 che incontra la fede attraverso la lettura dei Vangeli; si iscrive allora all’Istituto di Cristologia della Pro Civitate Christiana di Assisi. Tornato a Torino inizia la sua carriera nel mondo editoriale e giornalistico; comincia con la Società Editrice Internazionale e la Stampa. Lavorerà successivamente con i periodici della San Paolo e con il Corriere della Sera. Ma sono i libri quelli che hanno lasciato il segno in milioni di cattolici. Nel 1976 esce il suo primo saggio, “Ipotesi su Gesù”, frutto di anni di studio. Tra gli altri libri, “Scommessa sulla morte”, “Inchiesta sul cristianesimo” , “Patì sotto Ponzio Pilato” , “Dicono che è risorto” , “Ipotesi su Maria” . Nel 1984, da un colloquio con il cardinale Joseph Ratzinger, allora alla guida del Dicastero della Dottrina della Fede, nasce “Rapporto sulla fede” attraverso il quale colui che diverrà il Papa-teologo si fa conoscere al grande pubblico. Nel 1994 intervista Giovanni Paolo II. Ne nasce il libro “Varcare le soglie della speranza”. 

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Fonte:

www.ansa.it

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