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I vini di confine di Tenute Tomasella

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Ci sono confini che separano e altri che, invece, creano. A Mansué, tra Veneto e Friuli, Tenute Tomasella lavora proprio su questa linea sottile: un territorio di passaggio che diventa punto d’incontro, dove suoli, climi e tradizioni diverse si fondono in un racconto enologico coerente e riconoscibile.

Qui, su circa 50 ettari vitati distribuiti tra due denominazioni, la famiglia Tomasella porta avanti da oltre mezzo secolo una viticoltura fatta di ascolto e pazienza. Il principio è semplice solo in apparenza: non forzare la natura, ma accompagnarla. È da questa visione che nasce una produzione capace di tenere insieme sostenibilità, ricerca e identità territoriale, oggi rafforzata anche da un percorso biologico completato nel 2025.

Il vero protagonista, però, resta il suolo. Un mosaico raro, costruito nei secoli dalle esondazioni del Livenza e dai depositi alluvionali, che alterna argille, limo e calcare anche a pochi metri di distanza. Una complessità che si traduce nel bicchiere in vini dalla cifra elegante, mai urlata, dove struttura e finezza trovano un equilibrio naturale.

È il caso del Cabernet Franc Friuli Doc, che qui assume un profilo nitido e contemporaneo: al naso emergono viole, i classici frutti rossi e una tipica nota erbacea; in bocca è vellutato, pieno, con una chiusura leggermente affumicata che ne definisce il carattere.

Sul versante opposto, ma con la stessa coerenza stilistica, si muove la Cuvée 38 Metodo Classico: Pinot Nero, Pinot Bianco e Chardonnay che trovano nel perlage fine e persistente la loro sintesi più elegante. Il profilo è giocato su note di mela e mandorla, con una struttura che dà un ulteriore slancio alla bottiglia. È il vino che racconta l’altra anima dell’azienda, quella più verticale e conviviale, capace di accompagnare tanto un aperitivo quanto una cucina di mare.

Due vini, due espressioni diverse, un unico filo conduttore: la ricerca dell’equilibrio.

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© Riproduzione riservata


Fonte:

www.businesspeople.it

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