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Il Papa concede la Comunione Ecclesiastica al Patriarca di Baghdad dei Caldei

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Dopo la richiesta da parte di Sua Beatitudine Polis III Nona, Leone XIV con una lettera ha accettato di concedere l’Ecclesiastica Communio, “espressione e vincolo della piena comunione con la Sede Apostolica, nel comune servizio all’unità nella Chiesa e alla edificazione del Corpo di Cristo”

Vatican News

“E’ con animo colmo di gioia che Le concedo l’Ecclesiastica Communio”: lo scrive il Papa in una lettera di risposta resa nota oggi 28 aprile dalla Sala Stampa della Santa Sede, indirizzata al Patriarca di Baghdad dei Caldei Polis III Nona, eletto canonicamente il 12 aprile 2026 a Roma dal Sinodo dei Vescovi della propria Chiesa sui iuris.

La nomina è avvenuta oggi, 12 aprile, dopo le dimissioni del predecessore Luis Raphaël Sako annunciate lo scorso 10 marzo. La nuova guida ha scelto il nome di Paolo III e chiederà …

Sua Beatitudine in precedenza aveva scritto per chiedere, a norma del canone 76 § 2 del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium, la concessione della Comunione Ecclesiastica che – scrive il Papa – è “espressione e vincolo della piena comunione con la Sede Apostolica, nel comune servizio all’unità nella Chiesa e alla edificazione del Corpo di Cristo”.

“Mi è gradito elevare fervide preghiere affinché Vostra Beatitudine, quale Padre e Capo di codesta amata Chiesa sui iuris, eserciti con sollecitudine pastorale – sottolinea Papa Leone – il ministero affidatoLe, guidando il Popolo di Dio secondo il Cuore di Cristo e confermandolo nella fede, nella speranza e nella carità”. Il Pontefice invoca lo Spirito Santo per sostenere la missione che il Patriarca è chiamato a compiere “perché la Chiesa Caldea, ricca della sua antichissima tradizione apostolica e segnata dalla testimonianza luminosa di numerosi martiri e confessori, continui a rendere fecondo l’annuncio del Vangelo”, “rafforzando – aggiunge il Pontefice – la comunione ecclesiale nel territorio proprio e in quelli della sempre più vasta diaspora”.

Papa Leone rivolge poi il suo saluto ai Vescovi membri del Sinodo, al clero, ai religiosi e alle religiose, ai seminaristi, ai candidati alla vita consacrata e a tutti i fedeli laici, ricorda che l’elezione è avvenuta “nel giorno in cui la liturgia caldea fa memoria dell’incontro del Risorto con San Tommaso, dal quale trae origine la viva tradizione di codesta Chiesa”. Nelle piaghe luminose di Gesù Tommaso infatti riconobbe “la manifestazione misericordiosa del suo Signore”, da qui l’auspicio che Dio accompagni il ministero di Sua Beatitudine “nel segno della fede, che tanto coraggio e perseveranza domanda a molti fedeli delle comunità caldee che fronteggiano, da veri credenti, orgoglio della Chiesa, prove spesso alquanto impervie”.


Fonte:

www.vaticannews.va

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