Trovata dai Vigili del Fuoco la targa dell’auto caduta nel fiume a causa del crollo del ponte sul Trigno. Più squadre di sommozzatori e soccorritori fluviali sono impegnate da questa mattina nelle ricerche dell’uomo disperso, un 53enne di Bisceglie, Domenico Racanati, che era alla guida di una Fiat Bravo di colore champagne. La targa è stata individuata sotto il troncone di ponte finito del fiume. Sono concentrate in quella zona le attività dei soccorritori mentre la Capitaneria di Porto di Termoli con una motovedetta sta monitorando il mare alla foce del fiume Trigno. Intanto sono lievemente migliorate le condizioni meteo con la diminuzione delle piogge. ‘La situazione complessiva sul territorio sta tornando gradualmente alla normalità, sia alla Marina di Montenero di Bisaccia, che sulle altre strade del paese’ fa sapere il Comune.
Video Continuano le ricerche dell’auto caduta dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno
Ponte sul Trigno crollato, la moglie del 53enne dispeso: ‘Temo il peggio’ “È andato via ieri mattina alle quattro, io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo”. Scoppia in lacrime, Vanessa. È la moglie di Domenico Racanati, l’uomo di 53 anni originario di Bisceglie, nel nord Barese, di cui non si hanno notizie da ieri quando il ponte sulla strada statale 16, si è sbriciolato sul Trigno, in Molise, a causa del maltempo, inghiottendo la sua auto, una Fiat Bravo. “Doveva raggiungere la Capitaneria di porto di Ortona (Chieti) per avviare una piccola attività di pesca – racconta all’ANSA la donna – aveva già portato le reti per andare a lavorare, ma a Ortona non è mai arrivato”. La coppia è sposata da 22 anni, e ha due figlie di 22 e 16 anni “che sono a casa con me e sperano”, dice con un filo di voce Vanessa. Poi si ferma e aggiunge: “Ho saputo che il paraurti della sua auto è stato trovato incastrato tra il pilone del ponte e un ramo o un albero, non ho ben capito. Temo il peggio”. A riferire dell’incidente, è stato un automobilista che precedeva l’auto del 53enne. “So che ha parlato ai carabinieri che hanno sequestrato la macchina ma non so altro”, continua. “L’ho sentito ieri mattina alle 9, poi il silenzio”, prosegue Vanessa che, a chi le dice di non perdere la speranza replica: “lo so che i miracoli accadono, ma abbiamo paura”.
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Oltre 1400 operazioni dei vigili del fuoco nelle regioni colpite È di oltre 1.400 il bilancio complessivo delle operazioni portate a termine dai vigili del fuoco nelle regioni colpite dall’ondata di maltempo degli ultimi tre giorni. Come si legge in una nota del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile – , 656 si sono svolte in Abruzzo, 476 in Puglia e 299 in Molise. Attualmente, tra squadre locali e rinforzi giunti da altre regioni, sono 625 i vigili del fuoco al lavoro, supportati da 208 mezzi, tra cui veicoli speciali, motopompe e mezzi anfibi. Prosegue a Montenero di Bisaccia (CB) l’intervento a seguito del crollo parziale del ponte sulla SS16: nella clip squadre ordinarie, sommozzatori e soccorritori fluviali stanno pianificando le operazioni di ricerca odierne per escludere il coinvolgimento di persone o mezzi.
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Città isolata nel Foggiano dopo il crollo di una strada, sopralluogo di Decaro Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sta raggiungendo la zona del Foggiano dove ieri sera, a causa delle abbondanti piogge degli ultimi giorni, è franata parte della provinciale che collega il comune di Roseto Valfortore ad Alberona, isolando di fatto la città di Roseto. Il presidente Decaro, in contatto da giorni con i sindaci dei territori colpiti dalla violenta ondata di maltempo, sta raggiungendo il luogo del crollo, dove incontrerà la sindaca Lucilla Parisi. La Regione, con Prefettura ed Esercito, è al lavoro per creare un accesso alternativo alla città. I lavori – fa sapere la sindaca – con ogni probabilità inizieranno martedì per creare la bretella che consentirà di bypassare la frana a raggiungere Roseto.
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Doppia frana sulla provinciale a Montorio, in Abruzo, la frazione è isolata Il bilancio dei danni causati dall’ondata di maltempo che sta flagellando il territorio teramano si aggrava di ora in ora. La situazione più critica si registra attualmente sulla sp 42, dove una serie di movimenti franosi ha letteralmente sbarrato l’accesso a Montorio al Vomano dalla frazione di Villa Vallucci, isolando di fatto il collegamento tra la località e il capoluogo. Quello che preoccupa maggiormente i tecnici è la dinamica degli eventi, che testimonia l’estrema fragilità del versante. Un primo smottamento era avvenuto già nella giornata di ieri: le squadre di intervento erano riuscite a rimuovere i detriti in tempi record, liberando il passaggio. Tuttavia, durante la notte, un secondo cedimento, di entità molto più grave del precedente, è avvenuto in un punto diverso della carreggiata, ostruendo nuovamente e completamente la sede stradale. Al momento sono in corso le valutazioni tecniche per capire se sia possibile un nuovo intervento di sgombero immediato o se la persistente instabilità del fronte richieda opere di messa in sicurezza più strutturate prima della riapertura al traffico. I numeri dell’emergenza restituiscono la fotografia di un territorio in ginocchio. Dall’inizio dell’allerta, sono state oltre 550 le segnalazioni giunte al numero verde della Provincia di Teramo. Per far fronte alle criticità, è scesa in campo una task force composta dai tecnici provinciali e da Pista, la società esterna che coordina le operazioni di ripristino insieme ad altre dieci ditte specializzate. Non è solo la viabilità minore a preoccupare. Personale dell’ente e volontari della Protezione Civile sono impegnati in queste ore in una serie di sopralluoghi tecnici per valutare la stabilità dei versanti in tutta l’area montana. Massima attenzione è rivolta a Valle Castellana e alla zona dei Prati di Tivo, dove l’accumulo di acqua nel terreno e lo scioglimento della neve stanno creando situazioni di potenziale pericolo idrogeologico.
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Flai Cgil Foggia: ‘Situazione drammatica nei ghetti allagati’ “La situazione è drammatica nei ghetti del Foggiano”. Lo denuncia la Flai Cgil Foggia, con riferimento agli allagamenti negli insediamenti per migranti causati dalle abbondanti piogge degli ultimi giorni. “Dopo la visita dei commissari europei accompagnati dall’Effatt (federazione europea dei sindacati alimentari) e dalla Flai nei ghetti presenti nella provincia di Foggia – dice il sindacato – in queste ore di maltempo si ripropone il pericolo del dissesto idrogeologico specchio di una accoglienza ripudiata dal nostro Paese. La situazione delle persone nelle baracche è drammatica. C’è fango dappertutto. Camminano a piedi nudi nell’acqua. Eppure una soluzione c’era. Chi non si è mai visto in questi luoghi è il Governo. Questa non è un’emergenza ma è prendere atto che le politiche messe in campo da questo Governo sono un fallimento come è stato un fallimento la gestione del Pnrr”. “A questa gente ora tocca togliere l’acqua dalle baracche. Tutto questo è inumano” conclude la Flai Cgil. Ieri anche l’Usb aveva documentato la situazione dei residenti nel ghetto di Torretta Antonacci alle porte di San Severo, invaso da acqua e fango.
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