HomeFinanzaKevin Warsh: “Alla Fed serve un nuovo cambio delle regole”

Kevin Warsh: “Alla Fed serve un nuovo cambio delle regole”

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Kevin Warsh, indicato dal presidente Donald Trump per la guida della Federal Reserve, ha sostenuto la necessità di un nuovo quadro di politica monetaria per affrontare un’inflazione che resta persistente, senza però entrare nel merito delle possibili soluzioni. Lo ha dichiarato nel corso dell’audizione di conferma davanti alla Commissione bancaria del Senato, un passaggio che gli osservatori descrivono già come uno dei più delicati e potenzialmente conflittuali degli ultimi decenni.

In apertura dell’audizione davanti alla Commissione bancaria del Senato, Kevin Warsh — indicato dal presidente Donald Trump per la guida della Federal Reserve — ha espresso “profonda gratitudine” per la fiducia ricevuta, richiamando al tempo stesso i due pilastri della politica monetaria statunitense: piena occupazione e stabilità dei prezzi. Nel corso della testimonianza, il candidato ha inoltre sottolineato di essere “assolutamente convinto” della necessità di preservare l’indipendenza della banca centrale, tema centrale nel dibattito in vista della sua possibile nomina.

Inflazione persistente e cambio di impostazione

Kevin Warsh, indicato dal presidente Donald Trump per la guida della Federal Reserve, ha sostenuto la necessità di rivedere l’approccio della politica monetaria per affrontare un’inflazione che resta radicata, senza però entrare nel dettaglio delle possibili leve operative. Nelle prime battute della sua audizione davanti alla Commissione bancaria del Senato, ha attribuito alla stessa Fed la responsabilità di aver consentito l’accelerazione dei prezzi dopo la pandemia, sottolineando come il costo della vita continui a pesare sulle famiglie americane.“È vero che l’inflazione è meno problematica, nel senso che il ritmo di crescita dei prezzi è meno intenso rispetto a qualche anno fa, ma i lavoratori americani ne risentono ancora chiaramente”, ha dichiarato. “Questo implica un cambio di regime nella conduzione della politica monetaria. Significa adottare un approccio diverso, un nuovo framework sull’inflazione”. Warsh non ha però chiarito quali possano essere le implicazioni per i tassi di interesse, lasciando aperto uno dei nodi centrali per i mercati.

Pressioni politiche e test di credibilità

Sul fronte politico, il tema dell’indipendenza della banca centrale si è imposto come uno dei passaggi più delicati dell’audizione. Dalla sua rielezione, Trump ha esercitato pressioni costanti sulla Fed affinché riduca il costo del denaro, arrivando a dichiarare che resterebbe deluso se Warsh non procedesse a un taglio dei tassi subito dopo l’insediamento.La capacità del candidato di tenere insieme le aspettative della Casa Bianca e la credibilità verso gli investitori è stata messa alla prova dalle domande dei legislatori democratici. “Il presidente mi ha nominato per questo incarico, e agirò in modo indipendente se verrò confermato alla guida della Federal Reserve”, ha risposto, precisando che Trump non gli ha mai chiesto impegni su decisioni specifiche sui tassi.Messo sotto pressione dal senatore Chris Van Hollen sull’ipotesi di portare i tassi intorno all’1% già quest’anno, Warsh ha evitato una risposta diretta: “A differenza di molti miei colleghi, passati e presenti, non credo nella forward guidance. Non ritengo opportuno anticipare oggi decisioni future”. Interpellato anche dalla senatrice Elizabeth Warren sul tema delle elezioni del 2020, ha preferito non entrare nel merito, ricordando che il Congresso ha certificato Joe Biden come presidente.


Fonte:

www.finanzaonline.com

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