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Leonardo, ipotesi cambio CEO pesa in Borsa: Cingolani verso l’uscita, corsa aperta alla successione

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Le azioni di Leonardo SpA finiscono sotto pressione a Piazza Affari, segnando il calo più marcato degli ultimi mesi, mentre si intensificano le indiscrezioni su un possibile cambio al vertice del gruppo. Il titolo ha ceduto oltre il 7% nel corso della seduta, arrivando a toccare ribassi intraday prossimi all’8%, in un contesto di crescente incertezza legata alla futura governance.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo italiano starebbe valutando la sostituzione dell’attuale amministratore delegato Roberto Cingolani, artefice del recente rilancio della società. Un nuovo CEO potrebbe essere nominato già nei prossimi giorni, con i nomi di Alessandro Ercolani, oggi in Rheinmetall Italia, e Lorenzo Mariani di MBDA Missile Systems Services SAS tra i candidati più accreditati secondo fonti vicine al dossier.

Leonardo, il nodo governance e l’eredità di Cingolani

Secondo alcune ricostruzioni, Roberto Cingolani sarebbe già stato informato da Palazzo Chigi del mancato rinnovo alla guida di Leonardo SpA. Una lettura che non trova però piena conferma: secondo il Financial Times, la decisione non sarebbe ancora definitiva e il quadro potrebbe evolvere nei prossimi giorni.

Resta intanto una scadenza chiave nel processo di rinnovo degli organi sociali: come indicato nei documenti preparatori per l’assemblea, le liste dei candidati dovranno essere presentate alla società entro il 13 aprile, termine che rappresenta il passaggio formale decisivo per la definizione della nuova governance.

L’eventuale uscita di Roberto Cingolani priverebbe Leonardo SpA di un manager che negli ultimi anni ha sistematicamente superato i target finanziari, come sottolineano gli analisti di Banca Akros (rating Neutral, target price a 63 euro). Un cambio al vertice, tuttavia, non sarebbe sufficiente a modificare il posizionamento strategico del gruppo né le dinamiche di fondo del settore difesa. Nominato nel 2023 dal governo guidato da Giorgia Meloni, Cingolani era inizialmente considerato in una posizione solida in vista del rinnovo del mandato. Nel corso della sua gestione, l’ex ministro ha ridisegnato il profilo industriale del gruppo, puntando su alleanze strategiche come quella con Rheinmetall AG nel comparto dei carri armati e sulla collaborazione con Baykar Technologies nel segmento dei droni.

Parallelamente, sono stati sviluppati progetti con Airbus SE e Thales SA nel campo dei satelliti, mentre è proseguito il riassetto del portafoglio attività e lo sviluppo di un sistema europeo di difesa aerea. Sul piano dei risultati, il gruppo ha registrato ricavi pari a 19,5 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 28% rispetto al 2023.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il nome di Cingolani non figurerebbe nella lista proposta dal governo per il rinnovo del consiglio di amministrazione, rafforzando le attese di discontinuità ai vertici.

Verso il cambio al vertice: candidati e motivazioni sul tavolo

A rafforzare le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi, diverse fonti di stampa indicano che Roberto Cingolani non sarebbe orientato a ottenere un nuovo mandato triennale alla guida di Leonardo SpA. Le motivazioni restano oggetto di letture differenti: secondo La Repubblica peserebbe un orientamento ritenuto troppo europeista, mentre Il Fatto Quotidiano richiama un limitato coinvolgimento del Governo in alcune dinamiche societarie, anche di minore rilievo.

Alla luce dei risultati conseguiti negli ultimi anni e considerando che la nomina era avvenuta sotto l’attuale esecutivo, l’ipotesi di discontinuità viene interpretata dal mercato come un elemento inatteso. Secondo gli analisti di Equita sim (rating Buy, target price a 71 euro), tra i possibili successori figurano Lorenzo Mariani, CEO di MBDA Italia ed ex condirettore generale del gruppo, indicato come favorito da Corriere della Sera e La Stampa, Pierroberto Folgiero, alla guida di Fincantieri, Stefano Donnarumma di Ferrovie dello Stato Italiane e Alessandro Ercolani di Rheinmetall Italia.

Una decisione definitiva è attesa entro la settimana, in un contesto che resta in evoluzione e sotto stretta osservazione da parte degli investitori.


Fonte:

www.finanzaonline.com

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