Ascolta la versione audio dell’articolo
Dopo il calo di gennaio, a febbraio il made in Italy non rimbalza, chiudendo in sostanziale pareggio, con un calo medio dello 0,2% definito in particolare dal calo di quasi tre punti in Europa, mentre nei mercati extra-Ue c’è una crescita quasi analoga. In rosso quasi tutti i settori con poche eccezioni, tra cui legno, farmaceutica e metalli. Dinamica delle vendite, spiega l’Istat, che su base sia mensile sia annua dell’export è in parte influenzata da vendite a elevato impatto della cantieristica navale: al netto di queste, si stima un aumento congiunturale meno ampio (+1,8%, da +2,6%) e una crescita tendenziale dello +0,9%.
La crescita tendenziale dell’export verso gli Stati Uniti (+8%) resta elevata ma è concentrata nella farmaceutica e negli altri mezzi di trasporto, in crescita ampiamente a doppia cifra; quella più sostenuta verso la Svizzera si deve soprattutto alle maggiori esportazioni di metalli; mentre la decisa flessione dell’export verso la Germania (-15,4%) è influenzata dalle vendite di mezzi di navigazione marittima rilevate a febbraio 2025 (al netto di queste, la flessione si riduce allo 0,7%).
Nel bilancio dei primi due mesi, l’export italiano cede così il 2,2%.
L’import torna a crescere su base mensile al netto dell’energia, con un progresso del 2,7%.

Dal lato delle importazioni è da registrare, come ormai accade da mesi, la forte accelerazione degli acquisti di auto dalla Cina, che a febbraio crescono di quasi il 50% rispetto all’anno precedente.
Fonte:
www.ilsole24ore.com



