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Medio Oriente, Trump: 'Controlliamo Hormuz'. E ordina di distruggere qualsiasi nave metta mine' – LIVEBLOG

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IL PUNTO

Alta tensione nello stretto di Hormuz. I pasdaran hanno sequestrato due navi cargo e ne hanno colpita una terza.

Gli Usa prorogano unilateralmente una di durata indefinita e Trump annuncia che i colloqui sono ‘possibili già venerdì’. Ma l’estensione del cessate il fuoco non convince Teheran che teme una trappola e invita Washington a togliere il blocco nello Stretto. Poi minaccia ‘sorprese belliche’ con l’intenzione di ‘difendere il Paese dal nemico guerrafondaio’.

Intanto, gli Usa prorogano di 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo. Alla vigilia del vertice Ue a Cipro, Volenterosi riuniti a Londra: sul tavolo la riapertura di Hormuz. Marina italiana: “Pianificato l’invio di 4 navi con Francia, Gb, Olanda, Belgio”.

Il segretario della Marina americana John Phelan è stato licenziato con effetto immediato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth.

Per approfondire Agenzia ANSA Il British Medical Journal: ‘Urgente una valutazione della salute mentale di Trump’ – Ricerca e Istituzioni – Ansa.it I medici: ‘Le decisioni dei capi di stato hanno conseguenze su milioni di persone’ (ANSA)

 

19:19

Trump alla Bbc: ‘Abbiamo già annientato l’Iran, non ho bisogno di nessuno’

“Abbiamo annientato l’Iran, non ho bisogno di nessun” aiuto. Così il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista telefonica alla Bbc britannica, dopo aver ribadito di non essere stato “contento” del mancato intervento diretto iniziale del Regno Unito, come di altri alleati della Nato, al fianco di Usa e Israele nella guerra contro Teheran. “Non ho mai avuto bisogno di loro, ovviamente – ha proseguito -, ma loro avrebbero dovuto esserci. Ho voluto vedere se volessero essere coinvolti o meno, è stato più che altro un test”.

17:23

Media, Iran non mostra foto di Khamenei ‘per paura delle scienze occulte’

“In base al parere degli studiosi di Najaf, Qom e Mashhad e alle decisioni dei funzionari della sicurezza, per ora non verranno diffuse nuove immagini di Mojtaba Khamenei, affinché i nemici non possano danneggiarlo con metodi particolari e scienze occulte”. Lo riporta Iran International, citando Salar Velayatmadar, parlamentare iraniano e membro della commissione per la Sicurezza Nazionale.Velayatmadar si è poi soffermato sulle condizioni di salute della Guida Suprema, affermando che “Mojtaba era cosciente e recitava preghiere quando è stato estratto vivo dalle macerie” in seguito all’attacco congiunto Usa-Israele del 28 febbraio che ha ucciso Ali Khamenei, ex leader della Repubblica islamica e padre di Mojtaba. “Le sue ferite erano superficiali”, ha aggiunto il parlamentare sostenendo che il medico curante “aveva escluso fratture”. 

16:04

Ministri della Difesa di Gb-Francia spronano Coalizione per Hormuz a fare ‘progressi’

I ministri della Difesa di Regno Unito e Francia, John Healey e Catherine Vautrin, si sono detti oggi “fiduciosi dei progressi” delineati in una riunione tecnico-militare di rappresentanti degli stati maggiori di una trentina di Paesi aderenti alla ‘coalizione’ promossa da Londra e Parigi per pianificare una futura missione “pacifica e difensiva” di pattugliamento delle acque del Golfo a tutela della libera navigazione commerciale nel vitale Stretto di Hormuz. Riunione organizzata fra ieri e oggi presso il quartier generale del comando interforze britannico di Northwood, a nord-ovest di Londra a margine della quale i due ministri hanno peraltro sollecitato impegni più concreti dai partner.In un comunicato congiunto, hanno ribadito il sostegno al cessate il fuoco che nella guerra in Medio Oriente innescata dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran, elogiando la proroga annunciata dal presidente Donald Trump questa settimana. Hanno peraltro rimarcato l’impegno dei loro Paesi e dei Paesi partner per contribuire a far sì che questa tregua “perduri e si consolidi fino ad approdare a un termine definitivo delle ostilità”. “Il nostro lavoro non si fermerà là”, hanno quindi insistito, evocando la costituzione “d’un gruppo di pianificazione operativo” per programmare – a pace consolidata – una missione di pattugliamento incaricata di garantire il ritorno al libero commercio nello Stretto: ristretto dapprima da Teheran, in risposta agli attacchi, e poi anche dal blocco navale proclamato da Washington.La riunione tecnica di Northwood segue quella politica ospitata la settimana scorsa a Parigi dal presidente Emmanuel Macron, con la partecipazione in presenza anche del premier britannico Keir Starmer, della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, nonché – in video collegamento – di leader o ministri di oltre 40 Paesi europei e non. Secondo Healey e Vautrin, lo scopo è ora quello di “trasformare la dinamica diplomatica in azioni concrete: attraverso una pianificazione rigorosa, discussioni franche fra le nazioni alleate e i partner e impegni fermi” sulla volontà già manifestata da alcuni di loro a “contribuire” alle iniziative future. 

15:19

Trump: ‘Controlliamo Hormuz, è sigillato fino a un accordo’

“Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l’Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

“L’Iran sta facendo un’enorme fatica a capire chi sia il suo leader. Semplicemente non lo sanno. La lotta intestina tra la linea dura che stanno subendo pesantissime sconfitte sul campo di battaglia e i “moderati, che di moderato non hanno proprio nulla (ma stanno guadagnando credito!) è una follia!”, afferma ancora Trump.

 

14:56

L’ordine di Trump, distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz

Donald Trump ha ordinato alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto di Hormuz. “Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione”, ha detto il presidente sul suo social Truth. “Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato”, ha messo in evidenza.

13:50

Araghchi: ‘Gli attacchi Usa-Israele sono la radice dell’insicurezza nel Golfo e a Hormuz’

Il ministro degli Esteri iraniano afferma che l'”aggressione” di Stati Uniti e Israele è la “radice dell’insicurezza” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la Bbc citando una serie di post su X del governo iraniano nei quali si riferisce che Abbas Araghchi ha incontrato l’inviato speciale della Corea del Sud a Teheran, con il ministro degli Esteri iraniano che ha esortato i Paesi ad “assumere una posizione chiara e ferma nel condannare questi attacchi”. Secondo quanto riferito, Araghchi ha affermato che l’Iran ha adottato misure ai sensi del diritto internazionale per difendere la propria sicurezza e i propri interessi, aggiungendo che la responsabilità delle conseguenze “ricade sugli aggressori”. Questo avviene mentre l’Iran ha dichiarato di aver “sequestrato” due navi nello Stretto e che una terza nave mercantile è stata attaccata.

13:47

Media Iran: ‘Teheran valuta una proposta per assumere il controllo sovrano di Hormuz’

“Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz”. Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento di Teheran. “L’autorità decisionale finale rimane ancora da definire”, ha concluso Maleki.

Video A Teheran uno striscione celebra il ‘controllo’ dell’Iran su Hormuz

 

13:00

Onu: ‘Lavoriamo per mantenere la presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil’

L’Onu sta “lavorando” per mantenere una presenza in Libano dopo la partenza dell’Unifil, la cui missione termina a dicembre. Lo ha dichiarato oggi il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace. Il Consiglio di sicurezza ha richiesto “opzioni per una possibile presenza dell’Onu dopo l’Unifil” e “dobbiamo presentare queste raccomandazioni (…) entro il 1° giugno di quest’anno”, ha affermato Jean-Pierre Lacroix in una conferenza stampa a Ginevra.

10:55

Islamabad: ‘Colloqui tra ministro Pakistan e ambasciatrice Usa’

Il ministero dell’Interno del Pakistan afferma che il capo del dicastero, Mohsin Naqvi, e l’ambasciatrice statunitense, Natalie Baker, hanno discusso a Islamabad della guerra in Medio Oriente e delle iniziative diplomatiche per organizzare un eventuale secondo round di negoziati tra Iran e Stati Uniti nella capitale pachistana. Lo riporta Al Jazeera.

Naqvi sostiene che il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, e il capo dell’esercito di Islamabad, Asim Munir, stiano tentando “a tutti i livelli” di sostenere una soluzione pacifica e ha espresso la speranza che tutte le parti diano una possibilità alla diplomazia. Lo scrive il Guardian.

10:38

Iran: ‘Ricevuti i primi introiti dai pedaggi imposti sullo Stretto di Hormuz’

Un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi introiti dai pedaggi imposti sullo strategico Stretto di Hormuz nel contesto della guerra con gli Stati Uniti e Israele. “I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale”, ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli.

09:07

Iran: ‘Giustiziato un uomo accusato di collaborare con il Mossad’

L’Iran ha giustiziato un uomo accusato di collaborare con il Mossad, i servizi segreti israeliani. Lo riporta il sito web della magistratura Mizan Online, precisando che l’esecuzione di Soltanali Shirzadi Fakhr è stata effettuata dopo che la Corte Suprema ha confermato la sentenza di condanna a morte. Secondo le stesse fonti l’uomo avrebbe confessato di aver preso parte a “operazioni terroristiche” contro l’Iran.

 Babak Kharbo, un manifestante di 33 anni incarcerato a Isfahan, nell’Iran centrale, rischia accuse che potrebbero comportare la pena di morte, secondo quanto riferito a Iran International da una fonte vicina alla sua famiglia. Kharbo è stato arrestato a febbraio nella città di Dizicheh ed è attualmente detenuto nel carcere di Dastgerd senza possibilità di avvalersi di un avvocato. Secondo la fonte, dopo l’arresto è stato sottoposto a interrogatori e torture e la sua famiglia è stata avvertita di non intraprendere alcuna iniziativa per la sua liberazione. Il 33enne è lo zio di Alireza Kharbo, un manifestante ventenne ucciso durante le proteste di gennaio. Secondo fonti vicine alla famiglia, Alireza è stato colpito a morte dalle forze Basij ed è deceduto in seguito mentre era in custodia; il suo corpo è stato restituito alla famiglia con diverse ferite da arma da fuoco. Almeno altri tre manifestanti sono stati uccisi durante gli stessi disordini.

09:00

Usa, ordinato a 31 navi di invertire rotta per il blocco contro l’Iran

Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell’ambito del blocco contro l’Iran. Lo afferma il Centcom.

01:00

‘Il segretario della Marina Usa è stato licenziato, tensioni con Hegseth’

Il segretario della Marina John Phelan è stato licenziato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dai media americani, ad alimentare gli attriti sarebbero stati gli stretti rapporti di Phelan con il presidente Donald Trump. I due si parlano spesso e si incontrano a Mar-a-Lago e Phelan avrebbe suggerito direttamente al presidente l’idea di ammodernare la flotta, scavalcando Hegseth. Una mossa che il capo del Pentagono non ha digerito.


Fonte:

www.ansa.it

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