Salpa dal porto di Ancona, per il
terzo anno, la ‘Nave della salute’ Italia-Albania. Un viaggio
all’insegna della prevenzione, che sale a bordo con 17 medici
specialisti e 10 ambulatori. Obiettivo, effettuare per due
giorni controlli gratuiti ai passeggeri e incentivare
prevenzione e stili di vita. Oltre 770 le visite già svolte
nelle due precedenti edizioni. L’iniziativa è promossa da One
Health Foundation e da Adria Ferries.
Si punta a prevenire patologie importanti tra cui i tumori,
che ogni anno fanno registrare in Italia 390mila nuovi casi
mentre altri 8.000 sono diagnosticati in Albania. La prevenzione
“sale a bordo” anche per favorire gli stili di vita, una
necessità che unisce i due Paesi. Infatti, un adulto su cinque,
sia in Italia che in Albania, fuma regolarmente. Beve invece
dosi eccessive di alcol rispettivamente il 9% e il 5% della
popolazione maschile. Mentre, in entrambe le nazioni, una
persona su dieci risulta in grave eccesso di peso. Quest’anno
sono previste visite senologiche e consulenze genetiche, visite
dermatologiche, oculistiche, neurochirurgiche e
cardio-vascolari. È inoltre possibile effettuare visite
nutrizionistiche, ecografie dell’addome ed ecodoppler delle
carotidi e svolgere test per HIV, HCV, HBV e sifilide. La Nave
della salute arriverà a Durazzo dove si terrà l’incontro
ufficiale della delegazione con il ministro della Salute della
Repubblica d’Albania Evis Sala. A seguire, a Tirana è previsto
l’incontro con Xheladin Draçini, Rettore dell’Università di
Medicina di Tirana, per avviare progetti di collaborazione, già
in cantiere, e svilupparne altri. Tra l’Università Politecnica
delle Marche, guidata dal Rettore Enrico Quagliarini, e
l’Università di Medicina di Tirana sarà sottoscritto un
Memorandum of Understanding che contribuirà a promuovere
progettualità condivise.
“Quest’anno – sottolinea Rossana Berardi, presidente di One
Health Foundation e presidente eletto Aiom Associazione Italiana
di Oncologia Medica – avremo l’onore di ampliare le
collaborazioni con il Ministero della Salute albanese e con
l’Università di Tirana, consolidando una rete internazionale
sempre più orientata alla prevenzione e alla tutela della salute
pubblica. La prevenzione primaria e secondaria rappresenta uno
strumento fondamentale: intervenendo sui fattori di rischio
modificabili è possibile evitare fino al 40% di tutti i casi di
cancro”. La Nave della Salute “vuole rappresentare un ponte fra
due Paesi da sempre vicini non solo per motivi geografici –
sottolinea Anila Bitri Lani, Ambasciatore della Repubblica
d’Albania in Italia – e vuole anche costruire nuove
interconnessioni tra gli operatori medici e i cittadini che
vivono su entrambe le sponde dell’Adriatico”.
Fra gli ambulatori allestiti a bordo vi è anche quello di
genetica oncologica: “Lo studio più approfondito dei geni –
spiega Mauro Boldrini, vice presidente di One Health Foundation
e direttore comunicazione Aiom – ci ha permesso di individuare
quelli che comportano una maggiore predisposizione ad alcuni
tumori. Un caso di cancro su dieci è legato a fattori ereditari
e quindi gli esami genetici rivestono un ruolo preventivo
fondamentale per alcune persone”. Il punto, rileva inoltre
Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della salute umana, animale
e dell’ecosistema (One Health), Ministero della Salute, è che la
salute pubblica “non può più essere considerata un obiettivo
isolato: è il risultato di un’azione concertata che abbraccia
tutti gli ambiti della vita quotidiana, dall’alimentazione
all’ambiente, dagli stili di vita alla gestione delle risorse
naturali. Il Dipartimento One Health ha intrapreso un percorso
organico, promuovendo strategie integrate per sensibilizzare i
cittadini verso scelte responsabili”.
“Anche un mezzo di trasporto può diventare un luogo dove
promuovere la salvaguardia della salute dei cittadini – aggiunge
Alberto Rossi, Armatore della ‘Nave della Salute’ -. Siamo
particolarmente felici di ospitare ogni anno questo progetto a
bordo della nostra nave, che dimostra come sia possibile portare
informazione e prevenzione anche in contesti non convenzionali,
raggiungendo un pubblico sempre più ampio”. Il progetto da
quest’anno vede la collaborazione attiva anche di Fondazione
Quotidiano Sanità.
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Fonte:
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