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Petrolio crolla con annuncio su apertura Hormuz. Corre Wall Street

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Un finale d’ottava con i mercati che corrono e il petrolio affonda dopo l’annuncio di Teheran relativo alla riapertura dello Stretto di Hormuz. “In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchisu, su X.

La reazione più vistosa è quella del greggio, con le quotazioni del Brent e del WTI in discesa di oltre il 10%.

Hormuz aperto

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco delle scorse settimane, il nodo principale era rimasto proprio lo stretto di Hormuz. Una situazione che sembra ora essersi sbloccata.

La decisione, legata alla tregua tra Israele e Libano, prevede il ripristino del traffico marittimo per l’intera durata residua della tregua tra Iran e Stati Uniti. Una conferma è arrivata anche dal presidente Donald Trump che sul social Truth scrive “l’Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell’Iran è totalmente riaperto e pronto per il pieno passaggio”.Le aspettative di un allentamento delle tensioni in Medio Oriente sostengono il sentiment sui mercati. La giornata si era aperta in Europa all’insegna dei rialzi grazie all’annuncio del cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano, con gli sguardi già puntati a una nuova sessione di negoziati tra Washington e Teheran, con nuovi aggiornamenti che potrebbero arrivare già nel fine settimana (martedì terminerà la tregua).

Petrolio crolla, bene i listini: le reazioni sui mercati

La notizia della riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico, ha avuto un impatto immediato sui prezzi di gas e greggio. Come sottolinea David Pascucci di XTB: “La riapertura dello Stretto Hormuz ha generato un forte movimento sui mercati finanziari che ha coinvolto non solo il petrolio, bensì azionario, obbligazionario e valutario“.

“Il petrolio prosegue la sua dinamica ribassista iniziata la scorsa settimana, lo spettro del petrolio a 150 dollari al barile si allontana e si punta a ritornare nella condizione che abbiamo visto a fine 2025, ossia un petrolio dipendente da una domanda globale in sostanziale rallentamento. Per il momento il movimento attuale é analogo a quello del 2022”, aggiunge l’esperto.

Le quotazioni del petrolio continuano a muoversi in forte calo: il Brent indietreggia di quasi l’11% sotto quota 89 dollari al barile, mentre il WTI perde circa il 12% in area 83 dollari. Sale il prezzo spot dell’oro che punta verso quota 4900 dollari l’oncia (+1,6%).

I segnali di una de-esclation tra Usa e Iran spingono al rialzo i listini globali che continuano così a percorrere la strada dei rialzi in questo mese di aprile. A Wall Street, l’indice Dow Jones avanza di quasi il 2%, mentre l’S&P% 500 e il Nasdaq segnano rispettivamente un aumento dell’1,2% e di quasi l’1,6%.

Allunga il passo anche Piazza Affari, con il Ftse Mib che veleggia verso i 49mila punti (+1,7%). La migliore del listino è Stellantis che balza di quasi il 6% seguita da STM e Ferrari. Sul fondo le big oil del Ftse Mib, con Eni che cede quasi il 7% seguita da Saipem che lascia sul terreno il 4,7%.


Fonte:

www.finanzaonline.com

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