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Ragazzo ucciso a Pavia, centinaia di persone alla fiaccolata

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Centinaia di persone hanno
partecipato questa sera a Pavia alla fiaccolata organizzata in
memoria di Gabriele Vaccaro, il giovane di 25 anni ucciso nella
notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile dopo essere stato
colpito con un fendente al collo nel parcheggio dell’area
Cattaneo. Era presente anche Antonio Palumbo, sindaco di Favara
(Agrigento), paese originario del ragazzo ucciso, insieme al
sindaco di Pavia, Michele Lissia.
   
Dopo un momento di raccoglimento nel parcheggio, teatro
dell’omicidio, la fiaccolata è partita davanti alla basilica di
San Pietro in Ciel d’Oro, raggiungendo poi piazza Duomo.
   
L’iniziativa, dal titolo “Mille luci per una speranza in
ricordo di Gabriele”, è stata promossa dalla Consulta dei
Giovani di Pavia, insieme alla Diocesi di Pavia, al Comune e ad
Edisu. Al termine è seguito un momento di preghiera e
raccoglimento in Duomo, guidato dal vescovo di Pavia, Corrado
Sanguineti. “Questa sera abbiamo percorso le vie della città,
con le nostre fiaccole, in silenzio – ha sottolineato, nel suo
intervento, il vescovo -: ci siamo stretti a voi, carissimi
familiari di Gabriele, ai suoi amici, per dare un segno di
vicinanza, per esprimere e condividere il dolore e lo sgomento
davanti all’assurda morte di Gabriele. Il nostro cuore ferito si
apre a Dio, al Signore della vita, e a lui consegniamo la nostra
invocazione: per Gabriele, perché sia accolto nel regno del
Padre, per i suoi cari, perché siano sostenuti e consolati dalla
forza dello Spirito e dal dono di presenze amiche, per questa
amata città di Pavia, per gli uomini e le donne che l’abitano,
perché nessuno si rassegni all’insensatezza di certi eventi,
perché tutti noi abbiamo un soprassalto nel cuore, per ritrovare
ragioni vere di speranza, per sentirci coinvolti nella grande,
nobile e faticosa opera dell’educazione delle nuove
generazioni”.
   
“Vogliamo pregare anche per chi si è reso responsabile della
morte violenta di Gabriele – ha aggiunto Sanguineti -, perché si
renda conto di ciò che ha fatto, perché maturi un reale
pentimento, perché nel suo cammino di riparazione e di
espiazione, di maturazione e di rinascita possa uscire dal buio
che lo abita e possa ritrovare se stesso. Per la sua famiglia,
perché sappia veramente accompagnare il figlio adolescente nel
lungo e duro percorso che lo attende”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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