HomePoliticaRenzi: 'Salis ripensi alle primarie'. Dai dem il 'no' ai federatori

Renzi: 'Salis ripensi alle primarie'. Dai dem il 'no' ai federatori

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Il mezzo passo in avanti di Silvia Salis verso la leadership del centrosinistra resta al centro di una giornata intensa per il campo largo, da Roma a Napoli. Nella capitale,mentre va in scena l’assemblea capitolina del M5S, Italia Viva chiama a raccolta i riformisti intorno a una piattaforma per elaborare il programma di coalizione. Nel capoluogo campano, intanto, si riunisce il ‘correntone’ della maggioranza dem, che ragiona sulle primarie e suona la carica sui contenuti. Ma in ogni platea non si fa a meno di tornare sull’intervista in cui la sindaca di Genova si è detta disposta a valutare una candidatura a premier di fronte a una “richiesta unitaria” e fuori delle primarie. Un’uscita che spiazza i partiti del campo progressista, tra le cui file più di qualcuno – a microfoni spenti – parla di “errore”, nei tempi e nei modi.

    Da Roma, però, Matteo Renzi non molla e invita Salis a un ripensamento. “Spero che partecipi alle primarie, c’è ancora un anno, è lunga”, il commento dell’ex premier. Per il presidente 5S Giuseppe Conte, che torna a rilanciare la democrazia deliberativa ‘Nova’ sul programma, “parlare di nomi e cognomi oggi alimenta personalismi e divisioni”. Dai dem, invece, arriva un messaggio chiaro: “la leadership sia espressione dei partiti, non è più il tempo dei federatori”.     Interpellato sulle parole di Salis, il componente della segreteria Pd Peppe Provenzano ribadisce la linea già espressa e condivisa da Elly Schlein. “Il leader – spiega – lo indica il partito che prende un voto in più o le primarie, per cui Schlein ha già detto di essere pronta”. Insomma, nessun ‘papa straniero’. Posizione che attraversa le diverse anime della maggioranza dem riunita a Napoli. Dove anche Dario Franceschini interviene per smorzare le voci su un suo presunto endorsement alla sindaca di Genova. Parla di primarie come lo strumento “più coinvolgente e trasparente”. Poi, però, rende conto delle riflessioni interne al Pd sul tema: “si deve decidere se e quando farle”. Dubbi sostanziati dalle parole di un altro big dem, Andrea Orlando. “Temo che se il partito non è adeguatamente mobilitato ci possa essere una difficoltà ad affrontare le sfide”, spiega. Nonostante le perplessità, nel ‘correntone’ prevale la sensazione che Schlein non voglia affatto rinunciare a confrontarsi con le primarie. Mentre cresce il pressing su temi.     E chi incalza la coalizione sul programma è anche il leader di Iv. Che mette sul piatto le ‘Primarie delle idee’. “Uno spazio aperto e a disposizione di tutti, senza simboli di partito” – spiega Renzi – per definire il contributo che la cosidetta Casa Riformista metterà a disposizione degli alleati a partire da settembre. Un sito web dove i cittadini potranno inserire le loro proposte per il Paese coadiuvati da un gruppo di professori universitari e da un Comitato di indirizzo, in cui siede anche Beppe Sala. A intervenire dal palco i riformisti dem Marianna Madia, Giorgio Gori e Graziano Delrio. “Un momento importante”, per Delrio, che sottolinea come la piattaforma possa essere un occasione per attrarre i ‘civici’. “Uno spazio che va frequentato per andare oltre i confini di partito, mettendo in discussione le appartenenze”, rivendica Madia. L’ex premier incassa e insiste. “Se come riformisti lanceremo idee, – dice – saremo decisivi per far vincere le elezioni al centrosinistra ed evitare che Ignazio La Russa vada al Quirinale”. Per Renzi, le primarie sono inesorabili e già in corso, ma prima della “conta sui nomi” occorre partire dalle proposte. Sul palco anche gli esponenti di più Europa. Il segretario Riccardo Magi lancia una frecciata a Calenda: “non c’è spazio per il Terzo Polo”. Della Vedova incalza i 5S sull’Ucraina e raccoglie applausi. Poi, rimarca: “siamo diversi da Gratteri e Landini ma cerchiamo l’alleanza”.

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Fonte:

www.ansa.it

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