Il tumore del colon-retto è la
seconda neoplasia più frequente nelle donne e la terza negli
uomini in Italia, con costante aumento di diagnosi nelle persone
sotto i 50 anni di età. Contemporaneamente, è uno dei tumori più
trattabili se diagnosticati in uno stadio precoce. È in
quest’ottica che l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini
lancia il progetto Diagnosi precoce del tumore del colon-retto
nei giovani adulti, rivolto alla popolazione di età compresa tra
i 35 e i 49 anni, ovvero quella fascia non inclusa nei programmi
di screening già attivi nel Lazio, previsti dai Livelli
Essenziali di Assistenza e attivi dai 50 ai 74 anni.
Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato come
l’incidenza del tumore del colon retto nei giovani adulti, in
particolare la fascia 40-49 anni, sia in aumento, raggiungendo
il 10-12% di tutte le nuove diagnosi. Anche a causa della
maggiore aggressività con cui questi tumori tendono a
manifestarsi nei più giovani, spesso i nuovi casi arrivano
all’attenzione dei medici in stadi già avanzati. Tutta la
popolazione compresa nella fascia d’età 35-49 anni potrà
rispondere al questionario di autovalutazione disponibile sul
sito del San Camillo Forlanini pensato per individuare coloro
che presentano fattori di rischio: coloro che risulteranno
idonei verranno contattati per una visita specialistica e, se
necessario, una colonscopia.
“Questo progetto, intervenendo su una fascia di popolazione
al di fuori del tradizionale target dello screening, risponde ad
un bisogno crescente di salute pubblica”, spiega Roberto
Faggiani, direttore della UOC Gastroenterologia ed Endoscopia
Digestiva presso il San Camillo Forlanini. “La diagnosi precoce,
oltre al valore umano di salvare vite, contribuisce anche a
ridurre l’impatto sociale ed economico della malattia. Investire
in prevenzione e diagnosi precoce significa quindi non solo
curare meglio, ma rendere più sostenibile nel tempo breve il
servizio sanitario pubblico”, dichiara Angelo Aliquò, direttore
generale del San Camillo Forlanini.
Nella stessa ottica, lo scorso anno l’ospedale ha avviato il
programma di diagnosi precoce del tumore al polmone, che in 12
mesi ha permesso di individuare numerose neoplasie in stadi
iniziali, operate e trattate con successo. “Ogni diagnosi
precoce è una possibilità in più, ogni vita salvata è una
vittoria di tutta la nostra comunità”, conclude il presidente
della Regione Lazio, Francesco Rocca.
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Fonte:
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