Il crollo di un ponte sul fiume Trigno, tra Abruzzo e Molise, ha interrotto uno dei principali collegamenti lungo la costa adriatica e ha lasciato disperso un uomo di 53 anni, mentre un’ondata di maltempo continua a provocare frane, allagamenti ed evacuazioni in diverse regioni del Centro Sud. Il cedimento è avvenuto nella mattina del 2 aprile sulla statale 16, nel territorio di Montenero di Bisaccia. Secondo le prime ricostruzioni, al momento del crollo due auto stavano transitando nella zona: una è riuscita a mettersi in salvo, mentre l’altra sarebbe finita nel fiume. Le ricerche del conducente, Domenico Racanati, sono proseguite per tutta la giornata con sommozzatori, mezzi aerei e forze di polizia. La Procura di Larino ha aperto un fascicolo per crollo colposo e valuta ulteriori ipotesi di reato se sarà confermato il coinvolgimento dell’auto.
Il crollo ha aggravato una situazione già critica per la viabilità. La statale 16 è interrotta e anche un secondo ponte sul Trigno, lungo la provinciale 55, è stato chiuso per l’innalzamento del livello del fiume. Il Ministero delle Infrastrutture ha disposto la gratuità dell’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli per garantire collegamenti alternativi, mentre si registrano lunghe code e rallentamenti. «La situazione più critica è sulla strada statale 16 Adriatica», ha spiegato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, sottolineando che il cedimento «non è piccolo» e rende difficile un ripristino rapido.
L’ondata di maltempo, iniziata nei giorni precedenti, ha colpito in modo esteso Abruzzo, Molise, Marche, Puglia e Basilicata, con piogge intense, nevicate abbondanti e forti venti. I fiumi hanno superato in diversi casi le soglie di allarme e le dighe sono state costrette a scaricare grandi quantità d’acqua per evitare rischi maggiori a valle.
Le conseguenze più diffuse riguardano allagamenti e frane. In Abruzzo, a Pescara il fiume ha esondato nel centro urbano, invadendo le aree golenali e causando danni a infrastrutture e attività. Il sindaco Carlo Masci ha parlato di una situazione «delicata», spiegando che «le piogge potranno continuare e il livello del fiume potrà alzarsi». Sempre nel pescarese, a Spoltore circa 80 famiglie, per un totale di 300 persone, sono state evacuate dopo l’esondazione del fiume.
In Molise, la piena del Biferno ha portato all’evacuazione precauzionale di circa 200 persone, mentre la zona industriale di Termoli è stata allagata. Il presidente della Regione Francesco Roberti ha stimato danni per circa 300 milioni di euro e ha annunciato la richiesta dello stato di emergenza. «Ci sono strade interrotte in ogni zona del Molise», ha detto, sottolineando la necessità di ripristinare i collegamenti.
Situazioni simili si registrano anche nelle Marche, dove una frana ha isolato circa 90 residenti nella frazione di Pozza, nel comune di Acquasanta Terme, e in Puglia, dove nel Foggiano sono stati soccorsi decine di automobilisti e vaste aree agricole risultano allagate. Le nevicate hanno interessato soprattutto le aree montane dell’Appennino. A Passolanciano, in Abruzzo, undici persone sono rimaste isolate in un hotel sotto tre metri di neve e sono state successivamente evacuate dall’esercito. In altre zone si segnalano valanghe e interruzioni delle strade di accesso.
Il sistema dei soccorsi è impegnato su più fronti. Dalla fine di marzo sono stati effettuati centinaia di interventi tra Abruzzo, Molise e Puglia, con squadre rafforzate e mezzi speciali. In alcune aree sono stati attivati centri operativi comunali e coordinamenti di emergenza per gestire evacuazioni e assistenza alla popolazione.
Il governo segue l’evoluzione della situazione e si prepara alla dichiarazione dello stato di emergenza per le regioni più colpite. Le previsioni indicano un progressivo miglioramento delle condizioni meteorologiche a partire dalle prossime ore, ma restano criticità legate al deflusso delle acque, alla stabilità dei versanti e alla riapertura delle principali infrastrutture. Il ripristino dei collegamenti tra Abruzzo e Molise è considerato uno dei nodi più urgenti da risolvere.
Fonte:
www.linkiesta.it



