L’inflazione negli Stati Uniti ha registrato un’accelerazione nel mese di marzo, mantenendosi tuttavia in linea con le previsioni degli analisti. Secondo il dipartimento del Lavoro statunitense, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,9% rispetto al mese precedente, segnando il dato più elevato dal marzo 2022. A livello annuale, l’incremento è stato del 3,3%, confermando le aspettative del mercato.
Il dato ‘core’, che esclude le componenti volatili dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, ha mostrato un aumento dello 0,2%, anch’esso in linea con le proiezioni. Su base annua, il ‘core’ è salito al 2,6%, leggermente inferiore alle aspettative del 2,7%.
I prezzi energetici hanno subito un’impennata del 10,9%, rappresentando il maggiore incremento registrato dal settembre 2005. Particolarmente significativo è stato l’aumento del 21,2% dell’indice della benzina nel corso del mese, il più alto mai registrato dal 1967, anno di inizio delle rilevazioni. Anche l’indice sui generi alimentari ha visto un incremento, seppur più contenuto, dello 0,4%.
Analizzando la variazione annuale, i prezzi energetici sono aumentati del 12,5%, mentre quelli dei generi alimentari hanno registrato un incremento del 2,7%. Queste dinamiche inflazionistiche continuano a rappresentare una sfida significativa per l’economia statunitense, in un contesto di ripresa post-pandemica.
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