Idf ordina evacuazione di diversi centri del Libano meridionale
L’esercito israeliano ha intimato agli abitanti di diverse città e villaggi del Libano meridionale di evacuare, proseguendo lo sfollamento forzato della popolazione nella zona nonostante il cessate il fuoco. Lo scrive Al-Jazeera. L’ultimo ordine di sfollamento forzato riguarda Qaaqaait al-Jisr, Adchit al-Shaqif, Jebchit, Ebba, Kfar Jouz, Harouf, al-Duwayr, Deir ez-Zahrani e Habboush, ha dichiarato l’esercito israeliano il giorno X.
Gli attivisti della Flotilla sbarcati a Creta, due portati in Israele
Gli attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza intercettati nella notte tra mercoledì e giovedì dalle forze israeliane in acque internazionali nel Mediterraneo sono sbarcati nel sud-est dell’isola di Creta. Scortati dalla guardia costiera greca 173 attivisti sono saliti su quattro autobus diretti verso una destinazione non specificata dalle autorità. Ma all’appello mancano due di loro: Saif Abu Keshek e Thiago Ávila, portati in Israele per essere interrogati. Israele li sospetta di “attività sospette”. La Global Samud Flotilla ha chiesto al governo italiano di condannare l’accaduto e assistenza legale per rilascio attivisti imbarcati su navi battenti bandiera italiana, ricordando che in “Italia è stato aperto un procedimento per torture avvenute durante la precedente missione”. A comunicare il trattenimento di Ávila e Keshek è stato lo stesso ministero degli Esteri israeliano. Entrambi sono volti noti nel movimento di sostegno alla causa palestinese e hanno più volte protestato contro le azioni militari israeliane a Gaza. Thiago Ávila, 39 anni, ambientalista, è conosciuto come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Seguitissimo sui social, si occupa di attivismo da circa 20 anni. Aveva già partecipato ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza l’anno scorso. E’ “sospettato di attività illegali”, hanno spiegato gli israeliani. Keshek, palestinese nato in Cisgiordania, vive a Barcellona e da oltre vent’anni e organizza iniziative di solidarietà con la Palestina. Israele lo sospetta “di affiliazione a un’organizzazione terroristica”. Gli altri, oramai liberi, tra cui 23 italiani, hanno raccontato in un comunicato di essere “sopravvissuti a 40 ore di crudeltà deliberata” a bordo di una nave militare. “Sono stati loro negati cibo e acqua sufficienti. Sono stati costretti a dormire sul pavimento, che veniva deliberatamente e ripetutamente allagato”, ha affermato la Global Sumud Flotilla. Quando i militari hanno cercato di sequestrare Keshek e Ávila, i loro compagni “hanno opposto resistenza pacifica” e “la risposta è stata di pura violenza. Sbarcati a Creta, la polizia greca avrebbe “trattenuto l’equipaggio su autobus, negando loro la possibilità di andarsene”. Circa 60 membri dell’iniziativa hanno “immediatamente avviato uno sciopero della fame”. Israele ha invece ringraziato il governo greco.
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