Ogni anno, l’influenza stagionale colpisce tra 3 e 5 milioni di persone in tutto il mondo e causa fino a 650mila decessi. Il virus influenzale di tipo A, in particolare, è stato responsabile di diverse pandemie, tra cui quella dell’influenza spagnola del 1918. Finora, per osservare e analizzare le interazioni tra le proteine del virus e quelle della cellula invasa, quest’ultima doveva essere rotta, ma adesso i ricercatori coordinati da Jan Kosinski dell’Embl e da Boris Bogdanow e Fan Liu del Fmp hanno messo a punto una nuova tecnica che consente di studiare ciò che avviene all’interno di una cellula intatta, dunque in condizioni reali.
I risultati mostrano, tra le altre cose, che l’infezione da virus dell’influenza A provoca la dissoluzione di piccoli organelli simili a goccioline presenti nel nucleo, che liberano così delle proteine che il virus può utilizzare per replicarsi. “Osservare la dissoluzione di questi minuscoli organelli nel nucleo in tutte le linee cellulari e in tutti i ceppi influenzali che abbiamo esaminato – dice Iuliia Kotova dell’Embl, prima firmataria dello studio – ci ha suggerito che non si tratti di un effetto collaterale dell’infezione, bensì di una possibile strategia”.
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