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giovedì, Marzo 12, 2026
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Milioni di vite sono a rischio, avvertono le agenzie alimentari delle Nazioni Unite, mentre la crisi della fame peggiora

INFORMATIVA: Alcuni degli articoli che pubblichiamo provengono da fonti non in lingua italiana e vengono tradotti automaticamente per facilitarne la lettura. Se vedete che non corrispondono o non sono scritti bene, potete sempre fare riferimento all'articolo originale, il cui link è solitamente in fondo all'articolo. Grazie per la vostra comprensione.

UN rapporto rilasciato martedì dalle due agenzie delle Nazioni Unite ne identifica sei che sono a più alto rischio di carestia o fame catastrofica: Sudan, Palestina, Sud Sudan, Mali, Haiti e Yemen.

In queste aree, si prevede che alcune comunità raggiungeranno condizioni di carestia o di quasi carestia. Altri paesi che destano grande preoccupazione includono Repubblica Democratica del Congo, Myanmar, Nigeria, Somalia, Siria e Afghanistan.

Ulteriori hotspot includono Burkina Faso, Ciad, Keniae la situazione di Rifugiati Rohingya in Bangladesh.

“La carestia non è inevitabile”

Una grave insicurezza alimentare significa che le famiglie non possono soddisfare i propri bisogni alimentari di base e spesso ricorrono a misure disperate, come saltare i pasti o vendere beni essenziali.

Nella Fase 4 (Emergenza) e nella Fase 5 (Catastrofe/Carestia), la fame diventa pericolosa per la vita.

“La carestia non è inevitabile”, ha detto Cindy McCain, PAM Direttore esecutivo. “Abbiamo gli strumenti e le conoscenze per prevenirlo, ma abbiamo bisogno delle risorse e della volontà politica per agire ora”.

I bambini sono particolarmente vulnerabili. La malnutrizione indebolisce il sistema immunitario, rendendoli più suscettibili alle malattie e alla morte. Il rapporto avverte che un’azione ritardata costerà vite umane e aumenterà i costi umanitari.

Una donna prepara un pasto per la sua famiglia a El Fasher, nel Nord Darfur, dove le persone sono intrappolate a causa dei combattimenti

Cosa sta determinando la crisi?

Il rapporto evidenzia quattro fattori principali:

  • Conflitto e violenza: la causa principale in 14 dei 16 hotspot.
  • Shock economici: Economie fragili, debito elevato e aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.
  • Estremi climatici: Inondazioni, siccità e cicloni legati alle condizioni della Niña.
  • Ridotti gli aiuti umanitari: La carenza di finanziamenti ha imposto tagli alle razioni e limitato il trattamento della malnutrizione.

“Il conflitto rimane la principale causa della fame”, ha affermato Dongyu Qu, FAO Direttore generale. “Ma gli shock climatici e l’instabilità economica stanno aggravando la crisi, lasciando milioni di persone senza rete di sicurezza”.

Cosa deve succedere adesso?

La FAO e il WFP chiedono un’azione urgente per prevenire la carestia:

  • Assistenza umanitaria per salvare vite umane e mezzi di sussistenza.
  • Azione anticipatrice—interventi tempestivi prima che la crisi si intensifichi.
  • Investimenti nella resilienza per affrontare le cause profonde, non solo i sintomi.

Le agenzie sottolineano che la comunità internazionale si trova di fronte ad uno spazio di azione sempre più ristretto. La mancata risposta aggraverà la fame, destabilizzerà le regioni e porterà a morti prevenibili.

Come puoi aiutare

Puoi sostenere gli sforzi per combattere la fame:

Ogni contributo aiuta a fornire cibo, nutrizione e sostentamento a chi ne ha più bisogno.

Originalmente pubblicato su The European Times.

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