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Italia nella soft power globale 2026: cresce la reputazione ma resta il divario economico

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Nel 2026 l’Italia consolida la propria posizione nella classifica globale della reputazione internazionale, ma emergono segnali contrastanti sulla reale forza del sistema economico. Secondo il Global Soft Power Index 2026 elaborato da Brand Finance, il Paese si conferma al 9° posto a livello mondiale, mantenendo una posizione di rilievo nella capacità di influenzare consumatori, imprese e governi esteri.

La cosiddetta soft power misura, infatti, l’attrattività complessiva di una nazione, andando oltre i dati puramente economici. Tuttavia, proprio dal confronto con gli indicatori macroeconomici emergono le principali criticità. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’Italia occupa l’ottavo posto mondiale per Pil, evidenziando un divario tra potenziale economico reale e percezione internazionale.

Un segnale positivo arriva dal miglioramento nel parametro Business & Trade, dove il nostro Paese sale dal 17° al 14° posto. Questo progresso indica una maggiore fiducia nella capacità del Paese di operare nei mercati globali. Tuttavia, come sottolineato dagli analisti, si tratta di una crescita in parte passiva, legata anche al peggioramento di altri competitor più che a un rafforzamento strutturale interno.

Il contesto globale è difficile

Il contesto globale, del resto, resta complesso. Le tensioni energetiche legate al Medio Oriente, l’incertezza sulle politiche monetarie e un clima geopolitico instabile continuano a pesare sulle prospettive economiche. Anche indicatori come il pmi manifatturiero italiano, ancora in territorio di contrazione a marzo 2026, confermano una fase di crescita fragile.

Nel ranking internazionale, l’Italia si trova in una posizione intermedia. Nella soft power, è preceduta da economie con reputazione consolidata come Svizzera e Canada e seguita da Paesi in rapida ascesa come Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud e Spagna.

Secondo gli esperti, per colmare il gap tra percezione e realtà economica servono tre leve principali. Rafforzare la comunicazione internazionale sulla solidità del sistema Paese, migliorare il contesto regolatorio per attrarre investimenti esteri e valorizzare maggiormente l’eccellenza scientifica e tecnologica italiana, ancora sottostimata a livello globale.

Un banco di prova importante sarà la Giornata Nazionale del Made in Italy del 15 aprile, occasione in cui verrà pubblicato il report Italy 100, dedicato ai principali brand italiani. L’Italia, dunque, gode di una reputazione internazionale solida, ma non pienamente sfruttata: trasformare questa percezione in crescita economica concreta rappresenta la vera sfida dei prossimi anni.

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© Riproduzione riservata


Fonte:

www.businesspeople.it

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