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Un giro in 10 stand da non mancare alla fiera miart 2026 a Milano 

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Alla sua trentesima edizione, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano miart si sposta negli spazi South Wing di Allianz MiCo, adottando una struttura espositiva che prova a mettere in crisi la linearità della fiera tradizionale. Sotto la direzione di Nicola Ricciardi, per l’ultimo anno alla guida della manifestazione, il titolo New Directions richiama il lessico del jazz e la sua capacità di innovare. Molti si sono lamentati della logistica poco intuitiva (ma si sa che i cambiamenti sono sempre forieri di piccoli disagi), altri hanno notato la bellezza di una fiera immersa in un parco, con alcuni sprazzi straordinariamente panoramici sulla nuova urbanistica milanese. L’inaugurazione, intanto, è stata frequentata e intensa, con alcuni galleristi già piuttosto ottimisti sugli affari. Ci sarà poi tempo nei prossimi giorni per analizzare l’andamento in termini di business con i nostri consueti sondaggi di fine fiera.

I migliori 10 stand di miart 2026 a Milano

Con 160 gallerie da 24 Paesi, il percorso si articola in sezioni e livelli che si sovrappongono — da Emergent a Established fino a Established Anthology — costruendo una lettura stratificata del sistema dell’arte. La fiera si presenta dunque come una partitura aperta, dove ogni stand diventa una possibile variazione sul tema. Ecco quelli che ci hanno colpito.

Alice Folker Gallery (Copenhagen)

miart 2026 ph irene fanizza alice folker gallery

In occasione di miart, la galleria danese presenta l’artista Frederik Næblerød con la serie The Mirror Mask, ponendo il focus sulle “maschere” sociali che indossiamo nella vita quotidiana, dalle situazioni più semplici a contesti più complessi. Il progetto affronta anche temi come la neurodivergenza, i disturbi della personalità e la disabilità, lasciando spazio a interpretazioni personali e configurandosi come un “ritratto di famiglia”. Le opere, in parte recenti e in parte già esposte in musei danesi, sono principalmente in ceramica, ma rivelano anche l’influenza della pittura. 

Ilenia Gallery (Londra)

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miart 2026 ph irene fanizza Ilenia Gallery

Una nuova serie di sculture dell’artista Concorde rilegge l’interno domestico di The Bedroom di Vincent van Gogh, trasformandolo in un insieme di forme instabili e assemblate che animano lo stand della galleria londinese. Elementi come letti, sedie, tavoli, appendiabiti e cornici vengono ricostruiti attraverso materiali di recupero, tra cui corrimano in legno, utensili e frammenti di mobili preesistenti. Tra le opere presentate in fiera spicca la vincitrice del Rotary Club Milano Brera.

Shahin Zarinbal Gallery (Berlino) + South Parade (Londra)

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miart 2026 ph irene fanizza shahin zarinbal + south parade

L’artista Judith Dean vede il dialogo tra le gallerie internazionali Shahin Zarinbal Gallery e South Parade. Attraverso l’uso di memorie personali, immagini reperite online, fotografie private, un manuale di pittura cinese del XVII Secolo e la pratica dell’Hua Gong (meditazione orientale), Dean costruisce ambienti pittorici che aprono a molteplici possibilità di relazione e interpretazione. La mostra include inoltre due recenti opere scultoree, presentate al pubblico per la prima volta.

Red Lab Gallery (Milano – Lecce) + Galerie Fleur & Wouter (Amsterdam)

Un giro in 10 stand da non mancare alla fiera miart 2026 a Milano 
miart 2026 ph irene fanizza red lab + galerie fleur & wouter

Lo stand nasce dal dialogo tra la galleria italiana e quella olandese, creando un confronto internazionale coerente che valorizza la ricerca dell’artista Carmen Schabrack, il cui lavoro unisce riferimenti alla storia dell’arte e al folklore di entrambi i Paesi. La sua ricerca ruota attorno a simboli chiave come le maschere, elementi apotropaici e la figura del cavallo, visibile nelle installazioni scultoree e negli arazzi a parete. Il progetto include una collaborazione con il brand italiano Pecora Nera, che ha realizzato tessuti artigianali in lana su disegno dell’artista.

Mai 36 Galerie (Zurigo)

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La galleria svizzera presenta un progetto che mette in relazione il lavoro di Jacopo Benassi con quello di Robert Mapplethorpe. Il gallerista ha selezionato una serie di opere del grande fotografo americano, costruendo attorno a queste un confronto diretto con nuovi lavori commissionati a Benassi, chiamato a sviluppare un corpus capace di instaurare un dialogo aperto e non gerarchico tra le due ricerche. L’intero progetto si riflette anche nell’allestimento dello stand al piano superiore, che diventa così uno spazio di risonanza reciproca tra le opere. Forse il miglior stand di tutta la fiera.

Galerie Lelong (Parigi – New York)

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Il progetto espositivo della Galerie Lelong riunisce le opere di Etel Adnan, Hyunsun Jeon, Nalini Malani, Alison Saar, Christine Safa, Kiki Smith, Marion Verboom, Fabienne Verdier e Simone Fattal, offrendo una panoramica sulle differenti traiettorie stilistiche e concettuali che attraversano pittura, scultura e linguaggi ibridi. L’allestimento costruisce così un racconto corale che accompagna il pubblico attraverso le evoluzioni dei rispettivi linguaggi, evidenziando la pluralità delle ricerche e la loro incidenza nel dibattito artistico contemporaneo.

Alfonso Artiaco (Napoli)

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miart 2026 ph irene fanizza alfonso artiaco

Costruisce uno stand incentrato sul rapporto tra luce e colore, mettendo in dialogo pratiche differenti attraverso un allestimento essenziale ma calibrato. Il percorso riunisce le opere di Ann Veronica Janssens, Ugo Rondinone e Juan Uslé, tra pittura, scultura e installazione. Ne emerge un confronto giocato sulle variazioni cromatiche e sulle percezioni luminose, che mette in relazione lavori eterogenei senza forzature, lasciando che sia la luce a definire continuità e distanze tra le opere.

1/9 unosunove (Roma)

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miart 2026 ph irene fanizza unosunove

Il progetto della galleria romana si concentra in particolare sulla Pittura Stocastica, avviata negli Anni Ottanta da Sergio Lombardo, in cui l’immagine nasce da processi algoritmici e procedure randomiche che generano forme “nonsense” secondo sistemi come SAT. L’esito è un linguaggio visivo che combina rigore metodologico e apertura al caso, dialogando attraverso ampie porzioni di colori vivaci.

Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea (Milano)

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miart 2026 ph irene fanizza mimmo scognamiglio

Incentrato sulla costruzione e decostruzione dell’identità femminile, Mimmo Scognamiglio dedica lo stand alle opere di Sara Berman. Attraverso una serie di alter ego, l’artista ribalta i codici della ritrattistica tradizionale, popolando lo spazio di figure ibride e ribelli che oscillano tra teatralità e vulnerabilità. La pittura, caratterizzata da una stesura stratificata e raffinata, mette in tensione superficie e corpo dell’immagine, attivando un cortocircuito tra gioco e inquietudine, finzione e presenza.

Ex Elettrofonica (Roma)

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miart 2026 ph irene fanizza ex elettrofonica

Protagonista dello stand della galleria romana è l’artista Gabriele Picco con Eternity, progetto che intreccia installazione, pittura e disegno. L’allestimento ruota attorno a un carro funebre — una Chevrolet del 1938 trasformata a Napoli — che diventa elemento simbolico e narrativo, attraversando Milano in una presenza insieme reale e straniante. Lo spazio espositivo, rivestito da una texture di biscotti che mima una superficie muraria, ospita le opere dell’artista in un ambiente immersivo e surreale. Come di consueto, Picco alterna ironia e poesia, costruendo un cortocircuito visivo che riflette sul potere delle immagini e sulla loro ambiguità nel presente.

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Fonte:

www.artribune.com

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