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8 mostre da vedere a Vienna per la primavera 2026

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Questa primavera Vienna offre una primavera ricca di mostre, dai capolavori di Canaletto e Bellotto al Kunsthistorisches Museum alle audaci visioni di Superflux al Weltmuseum. Satira, natura e impegno sociale dialogano tra Albertina, Leopold Museum, Heidi Horten Collection e Dom Museum, con un focus sulla contemporaneità e sul futuro del pianeta.

Giorgia Losio

Venice (The Bacino di San Marco from San Giorgio Maggiore), Canaletto, 1735/44. © Wallace Collection, London, UK / Bridgeman Images

Kunsthistorisches Museum – Canaletto e Bellotto

La grande mostra al Kunsthistorisches Museum riunisce 32 dipinti di eccezionale qualità, tra opere della collezione e importanti prestiti internazionali, tra cui la spettacolare veduta Il Bacino di San Marco da San Giorgio Maggiore (1735/44) dalla Wallace Collection. La formazione teatrale di Canaletto si riflette nella costruzione prospettica e nella resa scenografica dello spazio, evidente nelle luminose vedute veneziane e nelle opere realizzate durante il soggiorno londinese.Accanto a lui, il nipote Bernardo Bellotto emerge come interprete autonomo e rigoroso della veduta: le sue immagini di Dresda e soprattutto di Vienna restituiscono la città con uno sguardo analitico, attento non solo all’architettura ma anche alla sua dimensione politica e rappresentativa. I prestiti da istituzioni come la Galleria Nazionale di Venezia e la Gemäldegalerie di Berlino contribuiscono a restituire la ricchezza di questo dialogo. Arricchita da stampe e strumenti scientifici, la mostra evidenzia come la veduta sia una costruzione visiva, capace di riflettere identità, potere e trasformazioni sociali. Come sottolinea il direttore Jonathan Fine, “le opere di Canaletto e Bellotto mostrano l’Europa come uno spazio di incontro culturale, molto prima che esistesse l’idea di una sfera pubblica europea. Le loro vedute collegano città come Venezia, Dresda, Londra e Vienna attraverso lo sguardo dei viaggiatori e dei collezionisti del Settecento”.

Vienna // fino al 6 settembreCanaletto & BellottoKUNSTHISTORISCHES MUSEUMScopri di più

François-Xavier Lalanne, Singe Avisé (très grande), 2005/2008, Heidi Horten Collection. © Bildrecht Wien, 2026
François-Xavier Lalanne, Singe Avisé (très grande), 2005/2008, Heidi Horten Collection. © Bildrecht Wien, 2026

Heidi Horten Collection – Animalia

Alla Heidi Horten Collection la mostra Animalia prende avvio da un concetto tanto scientifico quanto culturale: il termine, derivato da anima – respiro o anima – indica, secondo la classificazione di Linneo, un ordine che include uomo e animale su un piano di continuità. La mostra mette così in discussione la tradizionale separazione tra umano e non umano, interrogando le gerarchie che ne derivano. Un punto di partenza emblematico è la riflessione della filosofa Mary Midgley: “Non siamo solo simili agli animali; siamo animali”. Come sottolinea la direttrice Verena Kaspar-Eisert, “le rappresentazioni degli animali attraversano la storia dell’arte in innumerevoli sfaccettature: come compagni, superfici di proiezione, allegorie, minacce o oggetti di studio scientifico. In esse si articolano non solo le concezioni dell’animale, ma sempre anche immagini dell’uomo stesso: ogni rappresentazione di un animale racconta al contempo della nostra identità, delle nostre paure, speranze e pretese di potere”. Articolata in sei capitoli tematici, la mostra attraversa pittura, scultura e video, dalla domesticazione all’antropomorfizzazione fino allo sfruttamento. Con circa 90 opere — tra cui numerosi prestiti — il percorso mette in relazione lavori del XX e XXI Secolo, facendo emergere connessioni inedite e invitando a riconsiderare l’animale non come “altro”, ma come elemento centrale nella costruzione dell’immaginario contemporaneo.

Vienna // fino al 30 agostoAnimaliaHEIDI HORTEN COLLECTIONScopri di più

Gustave Courbet, Les Casseurs de pierres, 1849. © Die Schweizerische Eidgenosschenschaft, Bundesamt für Kultur, Sammlung Oskar Reinhart
Gustave Courbet, Les Casseurs de pierres, 1849. © Die Schweizerische Eidgenosschenschaft, Bundesamt für Kultur, Sammlung Oskar Reinhart “Am Römerholz”, Winterthur

Leopold Museum – Gustave Courbet

Al Leopold Museum, la mostra segna la prima grande retrospettiva dedicata a Gustave Courbet nella capitale austriaca, un evento che rappresenta un passaggio importante anche sul piano storiografico. L’eccezionalità del progetto è resa evidente dalla qualità dei prestiti, provenienti dal Musée d’Orsay, da collezioni private svizzere e americane e da importanti istituzioni europee. Courbet emerge come figura chiave del realismo: la sua pittura abbandona ogni idealizzazione per confrontarsi direttamente con la realtà sociale, dai lavoratori ai paesaggi, attraverso una materia pittorica densa e una tavolozza terrosa. Le sue opere non si limitano a rappresentare il mondo, ma lo interrogano, mettendo in crisi le convenzioni accademiche e il ruolo stesso dell’artista. La mostra restituisce così un autore profondamente politico, capace di trasformare la pittura in uno spazio di confronto, anticipando le tensioni e le fratture che segneranno la modernità.

Vienna // fino al 29 giugnoGustave Courbet. Realist and RebelLEOPOLD MUSEUMScopri di più

Honoré Daumier, The Legislative Belly, L’Association mensuelle, January 1834, Albertina Museum, Vienna
Honoré Daumier, The Legislative Belly, L’Association mensuelle, January 1834, Albertina Museum, Vienna

Albertina – Honoré Daumier

All’Albertina, la prima grande mostra dedicata a Daumier dopo quasi novant’anni riunisce circa 200 opere, tra litografie, disegni, dipinti e sculture, restituendo la complessità di uno degli osservatori più acuti della società ottocentesca. Importanti i prestiti della collezione Hellwig, oggi parte del Städel Museum di Francoforte, che arricchiscono in modo significativo il nucleo dell’Albertina. Accanto alle celebri litografie satiriche, il percorso include anche un film d’animazione ideato da Linda e Paul McCartney, che rilegge in chiave contemporanea l’opera dell’artista. La varietà dei media e dei registri evidenzia la capacità di Daumier di muoversi tra caricatura, pittura e scultura, mantenendo sempre uno sguardo critico e profondamente umano. Le sue figure – parlamentari, giudici e borghesi – diventano archetipi di comportamenti e dinamiche sociali che conservano una sorprendente attualità, trasformando la satira in uno strumento di analisi politica.

Vienna // fino al 25 maggioHonoré Daumier. Mirror of SocietyALBERTINAScopri di più

Cecilia Vicuña, Semiya (Seed Song), 2015, filmstill. Courtesy: Cecilia Vicuña, Electronic Arts Intermix (EAI), New York. © Cecilia Vicuña, Bildrecht Wien / Vienna 2026
Cecilia Vicuña, Semiya (Seed Song), 2015, filmstill. Courtesy: Cecilia Vicuña, Electronic Arts Intermix (EAI), New York. © Cecilia Vicuña, Bildrecht Wien / Vienna 2026

KunstHausWien – Klima Biennale 2026

Al KunstHausWien, headquarter della Biennale, la mostra Seeds. Reclaiming Roots, Sowing Futures esplora il significato simbolico e politico dei semi, intesi non solo come elementi biologici, ma come portatori di memoria culturale, conoscenza e pratiche di resistenza. Gli artisti coinvolti affrontano temi come migrazione, biodiversità e colonialismo, ampliando il discorso ecologico verso dimensioni sociali e storiche. Come sottolinea la direttrice del KunstHausWien, Gerlinde Riedl, “il festival nasce dalla collaborazione e dalla convinzione che il futuro debba essere plasmato insieme. Invita a vivere l’arte contemporanea in modo accessibile e inclusivo e a scoprire nuove prospettive. Perché il cambiamento inizia là dove siamo disposti a guardare”. La Biennale 2026 amplia la propria scala con ben 60 collaborazioni in città durante il mese di programmazione e un focus particolare su Karlsplatz come centro di attivazioni e interventi artistici. Si configura come una piattaforma diffusa in cui arte, scienza e società si intrecciano, trasformando la città in un laboratorio di idee e immaginari condivisi. Spiega ancora Riedl, “in tempi in cui i cambiamenti climatici mettono in crisi certezze consolidate e gli ecosistemi raggiungono i loro limiti, servono nuove prospettive. La Vienna Climate Biennale agisce come catalizzatore: dal KunstHausWien diffonde le sue idee in tutta la città – proprio come i semi della mostra Seeds – preparando così il terreno per il cambiamento e per un futuro vivibile”.

Vienna // fino al 10 maggioKlima Biennale 2026KUNSTHAUSWIENScopri di più

Nobody Told Me (Rivers Dream). Credit: Superflux
Nobody Told Me (Rivers Dream). Credit: Superflux

Weltmuseum – Superflux

Al Weltmuseum Wien, il collettivo Superflux, fondato da Anab Jain e Jon Ardern e tra i principali riferimenti dello speculative design contemporaneo, presenta un progetto che intreccia design, ricerca e narrazione. Per la prima volta vengono riunite installazioni come Refuge for Resurgence, Nobody Told Me Rivers Dream e la nuova commissione Relics of Abundance, sviluppata appositamente per Vienna. Inserita nel programma della Klima Biennale 2026, la mostra sottolinea il ruolo del museo come spazio di riflessione sulle grandi questioni del futuro. In dialogo con le collezioni etnografiche, il lavoro di Superflux si configura come una forma di “etnografia speculativa”, capace di tradurre dinamiche sociali, ecologiche e tecnologiche in scenari concreti e immersivi. Come osserva la direttrice Claudia Banz, “Superflux sviluppa un approccio che si adatta in modo sorprendente alla complessità di un museo etnologico. Il loro lavoro amplia lo sguardo: dal conservare e interpretare il passato al progettare criticamente futuri possibili”. Più che offrire soluzioni, la mostra costruisce esperienze: spazi in cui immaginare nuove forme di coesistenza tra umano e non umano.

Vienna // fino al 16 agostoSuperflux. The CraftoceneWELTMUSEUM WIENScopri di più

Norbert Wagenbrett, Bauarbeiter und Bauarbeiterin, 1984. Museum Utopie und Alltag (Bestand Beeskow), Norbert Wagenbrett. © Bildrecht, Wien 2025. Foto: Thomas Kläber
Norbert Wagenbrett, Bauarbeiter und Bauarbeiterin, 1984. Museum Utopie und Alltag (Bestand Beeskow), Norbert Wagenbrett. © Bildrecht, Wien 2025. Foto: Thomas Kläber

Dom Museum Wien – Work in Progress

Al Dom Museum Wien, istituzione di base ecclesiastica, Alles in Arbeit affronta il tema del lavoro intrecciando dimensione sociale, etica e simbolica. In un momento storico in cui il significato del lavoro è profondamente in discussione, la mostra riunisce prospettive artistiche che ne esplorano le molteplici declinazioni. Come sottolinea la direttrice Johanna Schwanberg, il lavoro è oggi “un tema non solo politicamente attuale, ma esistenzialmente carico, che si inscrive nei sistemi culturali, religiosi e sociali”. Le opere in mostra ampliano questa riflessione, includendo forme spesso invisibili o marginalizzate: lavoro di cura, attività domestiche, pratiche artistiche e persino il rifiuto del lavoro stesso. Nel contesto delle collezioni sacre del museo, il tema assume una profondità ulteriore, mettendo in relazione tradizione religiosa e questioni contemporanee di giustizia sociale, responsabilità e dignità.

Vienna // fino al 30 agostoWork in ProgressDOM MUSEUM WIENScopri di più

Sean Scully, Wall of Light Pink Sea, 2007, Albertina Museum, Vienna. © Sean Scully
Sean Scully, Wall of Light Pink Sea, 2007, Albertina Museum, Vienna. © Sean Scully

Albertina Klosterneuburg – Donated with Love

All’Albertina Klosterneuburg, Donated with Love riflette sul ruolo fondamentale delle donazioni nella costruzione delle collezioni museali, in occasione del 250° anniversario dell’Albertina. La mostra presenta un’ampia selezione di opere recentemente acquisite, tra cui lavori di Roy Lichtenstein, Sean Scully, Julie Mehretu e Katharina Grosse. Tra i nuclei più significativi, la donazione della Roy Lichtenstein Foundation di circa 100 opere e quella di Sean Scully, che ha arricchito il museo con importanti dipinti oltre alle opere grafiche, testimoniano come il collezionismo contemporaneo sia ancora oggi un gesto attivo e trasformativo. L’esposizione si configura come un ringraziamento ai donatori, ma anche come dichiarazione di intenti: le donazioni non solo colmano lacune e aggiornano le collezioni, ma contribuiscono a definire il futuro del museo, orientandone lo sguardo verso nuove pratiche e linguaggi.

Klosterneuburg // fino al 15 novembreDonated with LoveALBERTINA KLOSTERNEUBURGScopri di più

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Fonte:

www.artribune.com

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