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'Dossieraggio con pezzi dei servizi', indagato l'ex numero due del Dis

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Una struttura clandestina che fabbricava dossier su persone e imprese italiane. Una organizzazione ‘carsica’ di cui facevano parte ex uomini dei servizi ma anche ex appartenenti alle forze dell’ordine. L’indagine della Procura di Roma sulla ‘squadra Fiore’, avviata due anni fa in seguito alle carte arrivate dalla procura di Milano che indagava su Equalize, ha vissuto lunedi’ una improvvisa accelerazione, con una serie di perquisizioni affidate ai carabinieri del Ros in tutta Italia.

Complessivamente sono 11 le persone coinvolte e tra loo spiccano i nomi dell’ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo – accusato anche di peculato per milioni di euro – e quello di Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza di Pirelli e del Gruppo Telecom Italia gia’ coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi.

Nel procedimento i pm, coordinati dall’aggiunto Stefano Pesci, contestano a seconda delle posizioni anche i reati di associazione a delinquere, accesso abusivo a sistema informatico e truffa. In questi mesi chi indaga, anche grazie all’ascolto di testimoni, ha raccolto tasselli per l’impianto accusatorio in base al quale il gruppo avrebbe acquisito e commercializzato in cambio di denaro, con cadenza sia mensile che legata a singoli contratti – su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari – informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza. Un’attivita’ illecita che si sintetizzava in dossier per spionaggio industriale o su persone fisiche. Per chi indaga le verifiche hanno permesso di acquisire elementi in base ai quali gli indagati puntavano a ‘raccogliere nelle mani di una sola holding’ l’intera galassia delle aziende che si occupano in Italia dell’attivita’ di intercettazione.

Le verifiche hanno inoltre accertato ‘le rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso’, spiega il Ros. Da alcune chat delle cinquemila depositate nell’indagine milanese su Equalize – che ha viaggiato in parallelo con quella capitolina – emerge il modus operandi del gruppo. ‘Se rispetti le regole, – scrive uno della squadra all’hacker Samuele Calamucci – i soldi non saranno un problema, ricordati che loro sanno tutto anche quello che non dici. Importante non fare merdoni. Se sei leale, i problemi li risolviamo noi: il fine comune e’ quello di risolvere i problemi non crearne’. A Del Deo viene contestato di avere sostanzialmente gestito in modo illecito i fondi di cui aveva disponibilita’ quando era dirigente del reparto economico-finanziario dell’Aisi.

L’ex 007 avrebbe affidato almeno 5 milioni di euro, ma alcuni intercettati parlano di ammanchi per ‘7-8 milioni’, alla societa’ ‘amica’ Sind, gestita dall’imprenditore Enrico Fincati, anch’egli indagato. Del Deo poteva contare su una squadra, detta ‘dei neri’, che operava sugli schedari informativi per fini non istituzionali. Lui si dice ‘certo di poter dimostrare la propria estraneita’ ai fatti nel piu’ breve tempo possibile’. Intanto, si e’ autosospeso dalla carica di presidente esecutivo di Cerved ‘per preservare la reputazione della Societa’, ancorche’ i fatti di cui al decreto di perquisizione non abbiano alcuna relazione con Cerved Group o suoi esponenti’. Per quanto riguarda Tavaroli, i magistrati di piazzale Clodio lo accusano, assieme ad altri tre indagati, di avere compiuto ‘accessi abusivi a sistemi informatici di interesse per l’ordine e la sicurezza pubblica’.

Gli indagati ‘utilizzavano apparecchi di comunicazione protetti (definiti ‘citofoni’), utenze con intestatari fittizi’ e si avvalevano di consulenti e committenti esteri (‘l’americano’) e nomi di copertura quali ‘naufrago, mezzochilo, corazziere, legno, legnetto, juventino’, si legge nel decreto. Tra le persone perquisite anche l’imprenditore Carmine Saladino, a cui sono contestati i reati di peculato nel ruolo di presidente del Cda della societa’ Sind e una truffa da otto milioni di euro nella veste di presidente del Cda della Maticmind. Anche per i filoni milanesi di Equalize lunedi’ e’ stata una giornata importante.

I Ros hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione nei confronti di Vincenzo De Marzio, ex carabiniere gia’ coinvolto nell’inchiesta milanese sul caso Equalize, e Mario Cella, ex addetto alla sicurezza, nell’ambito di un’altra tranche dell’indagine meneghina. A carico dei due le accuse di accessi abusivi, truffa ed estorsione ai danni di Leonardo Maria Del Vecchio per una vicenda di immagini private, abusivamente acquisite, che sarebbero state al centro di un presunto ricatto. L’imprenditore interviene: ‘si sono introdotti – accusa – nella mia 
casa, hanno violato la mia vita privata, hanno abusato 
della fiducia di chi era pagato per proteggermi e hanno tentato di ricattarmi costruendo un dossier falso. Ringrazio la Procura di Milano, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e il Ros dei Carabinieri per il lavoro svolto con serieta’ e rigore: e’ grazie a loro che oggi emerge la verita’. Ho fornito e continuero’ a fornire la mia piena collaborazione alla giustizia, e mi costituiro’ parte civile nelle sedi opportune a tutela mia, della mia famiglia e delle societa’ ingiustamente coinvolte’.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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