Centrale per lo sviluppo dell’Italia e per il suo futuro: la ricerca scientifica è stata la protagonista dell’evento organizzato al Quirinale e che, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha riunito i presidenti di 20 enti pubblici di ricerca. Con loro, a celebrare la Giornata della ricerca italiana nel mondo, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e della Consulta dei presidenti degli enti pubblici di Ricerca.
Questa giornata “è un modo per sottolineare quanto chi si occupa di ricerca sviluppi il futuro del nostro Paese, crei le prospettive per il suo futuro”, ha detto il capo dello Stato. “E’ importante – ha proseguito -l’azione per sorreggere, non soltanto finanziariamente, la ricerca e da questo Palazzo c’è il più grande sostegno per questa esigenza”.
Per Bernini l’incontro ha segnato “il riconoscimento della ricerca come asset strategico. La ricerca – ha rilevato – non è una voce di spesa, ma un investimento capace di generare crescita, innovazione e opportunità. In questi anni abbiamo lavorato per rendere gli investimenti strutturali e la ricerca centrale nelle politiche pubbliche e oggi è finalmente protagonista: un motore di sviluppo che rafforza il ruolo dell’Italia e valorizza il talento dei nostri ricercatori. È su questa strada che intendiamo continuare, con determinazione e fiducia”.
L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sulle misure promosse dal ministero negli ultimi mesi per rafforzare le opportunità di finanziamento per la ricerca di base e applicata e per stabilizzare e valorizzare le competenze scientifiche e professionali dei ricercatori, come il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028 e il Piano straordinario di reclutamento per assumere 2.000 ricercatori post Pnrr.. Sono “interventi reali – ha detto Bernini – che, passo dopo passo, stanno delineando una direzione chiara. Una direzione in cui la ricerca torna al centro delle politiche pubbliche e si afferma come leva strategica per lo sviluppo e il futuro del Paese”.
Il Piano Triennale ha introdotto tempi certi per la pubblicazione dei bandi, un fondo unico e risorse stabili, superando la frammentazione degli interventi. Sono stati già pubblicati il bando Prin 2026, che con oltre 260 milioni di euro è per la ricerca fondamentale, e il bando Prin Hybrid, con 59 milioni per ricerche nate dalla collaorazione fra discipline scientifiche, tecnologiche, umanistiche, sociali e artistiche. Entro il 30 aprile è atteso il Synergy Grant, con un finanziamento di 50 milioni per progetti ad alto contenuto innovativo.
Per quanto riguarda le iniziative per il personale della ricerca, Bernini ha citato il piano straordinario di reclutamento, con la possibilità di assumere fino a 2.000 ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con uno stanziamento stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 e pari a 60,7 milioni di euro annui a regime.
E’ stato poi introdotto un finanziamento premiale per gli enti pubblici di ricerca, pari a 40 milioni nel 2025 e destinato a salire a 60 milioni annui dal 2026 e infine sono stati stanziati 300 milioni di euro, assegnati sulla base di un sistema di valutazione delle performance, per sostenere l’attività di ricerca nella fase post Pnrr.
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