Come previsto, la Bce ha mantenuto invariati i tassi di interesse nella riunione di oggi, ma il comunicato del Consiglio direttivo post meeting ha evidenziato i crescenti rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita derivanti dal conflitto in Medio Oriente. Rischi che minacciano di aggravarsi con il perdurare delle tensioni geopolitiche, dopo l’aumento dei prezzi energetici registrato fino ad oggi. Come di consueto, dopo la riunione è iniziata la conferenza della presidente Christine Lagarde, al centro dell’attenzione degli investitori per eventuali spunti sulle prossime mosse della Bce. Ecco i punti salienti del suo intervento.
Il punto di Lagarde su quadro macro e guerra in Medio Oriente
Durante la conferenza stampa, la Presidente Christine Lagarde ha delineato un quadro “altamente incerto”, ammettendo che l’economia dell’area euro — che mostrava un certo slancio prima delle recenti turbolenze — sta ora risentendo del peso del conflitto. “Le informazioni in arrivo suggeriscono che la guerra sta pesando sull’attività”, ha dichiarato, citando il calo di fiducia di consumatori e imprese, l’allungamento dei tempi di consegna e un raffreddamento della domanda di lavoro. Nonostante ciò, ha evidenziato come la solida posizione finanziaria delle famiglie e gli investimenti pubblici continuino a offrire una base di sostegno.
“Lontani da scenario base” ma non in stagflazione
Un punto cruciale della discussione ha riguardato l’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche. Lagarde ha ammesso apertamente che la BCE si sta “certamente allontanando dallo scenario di base” (baseline) delineato a marzo, pur rifiutandosi di confermare se l’economia sia ormai prossima allo “scenario avverso”.
Interrogata sul rischio di “stagflazione”, Lagarde ha respinto con decisione questo scenario, sottolineando che “non è il modo corretto di descrivere la situazione attuale” ed evidenziando come il contesto odierno sia profondamente diverso dalla crisi degli anni ’70.
Decisione sui tassi unanime ma si è discusso un rialzo
La Presidente ha rivelato che la decisione odierna è stata presa all’unanimità, sebbene siano state discusse varie opzioni, “incluso un possibile rialzo”. Il Consiglio direttivo ha discusso “a lungo e in modo approfondito” l’ipotesi di una stretta sui tassi già nella riunione odierna. L’intensità del dibattito suggerisce la presenza di una forte componente “falco” all’interno del Board, pronta a spingere per una stretta monetaria nel breve periodo qualora i dati sull’inflazione non mostrassero segnali di cedimento.
Interrogata sul perché la Bce non abbia deciso di alzare i tassi già oggi, Lagarde ha risposto che la sua “buona posizione” le dà il tempo di valutare i dati concreti e che “non stiamo assistendo a effetti di secondo ordine”, come un aumento dei salari.
Le parole di Lagarde su un aumento a giugno
Tutta la pressione si sposta dunque sul prossimo appuntamento. Lagarde ha preferito non sbilanciarsi, ma ha affermato che le sei settimane che mancano al prossimo incontro saranno il “momento giusto” per valutare l’impatto e l’eventuale evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
A giugno la BCE presenterà le nuove proiezioni macroeconomiche aggiornate, che includeranno scenari rivisti alla luce della volatilità globale. “Monitoriamo costantemente tutti i dati da ogni prospettiva”, ha ribadito Lagarde.
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