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Venezia, trasformazioni demografiche e nuove dinamiche politiche

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 Venezia concede la cittadinanza italiana a milleseicentosessanta stranieri nel duemilaventiquattro. Un terzo di essi proviene dal Bangladesh. Questo dato, pubblicato dal comune, rappresenta un aumento di quasi trecento unità rispetto al duemilaventidue, anno in cui furono registrate milletrecentosessantacinque naturalizzazioni. La città lagunare, che affronta un declino demografico, conta oggi circa quarantunomila stranieri. Ciò rappresenta un residente su sei. Entro il duemilaquarantuno, la popolazione residente dovrebbe passare da duecentocinquantamila a duecentotrentacinquemila, secondo le proiezioni locali. 

L’acquisizione della cittadinanza italiana garantisce i diritti civili e politici ai nuovi cittadini. Molti stranieri la considerano l’unico modo per avere una voce attiva nelle decisioni comunali, poiché solo i cittadini italiani possono votare e presentarsi alle elezioni. Il processo è lungo. Occorrono circa tredici anni di residenza legale continuativa. La domanda crescente, osservata lo scorso weekend in via Paruta, provoca file d’attesa e perfino conflitti per l’accesso al servizio di rinnovo dei documenti e di naturalizzazione. 

Il Bangladesh domina la classifica dei nuovi cittadini a Venezia, con quattrocentottantaquattro naturalizzazioni nel duemilaventiquattro. Seguono la Moldavia con duecentosettantuno, la Macedonia e la Romania con circa cento ciascuna. In totale, sessanta nazionalità erano rappresentate tra i nuovi italiani. La comunità bengalese conta attualmente circa diecimila membri in città. È anche la più avanzata nella politica locale. 

Le elezioni comunali del duemilaventisei a Venezia hanno segnato un’evoluzione senza precedenti. Sei candidati di origine bengalese figurano sulla stessa lista del Partito Democratico. Kamrul Syed e Rhitu Miah per Venezia intra moenia. Ali Afay e Sumiya Begum per il comune di Mestre Carpenedo. Tanzima Akter Nisha per la circoscrizione di Mestre. Questi nomi, iscritti su un’unica lista del principale partito di sinistra italiano, illustrano una strategia elettorale che punta sulla rappresentanza comunitaria. 

Le reazioni a questa configurazione sono state vivaci. Marta Speranzon, figura locale del Partito Democratico, ha pubblicamente interrogato la direzione del suo partito. Cosa pensano le donne democratiche di questa lista dove sei bengalesi figurano insieme? La sua domanda traduce una tensione interna tra l’approccio comunitarista della rappresentanza e l’ideale repubblicano di integrazione individuale. 

I cinesi, pur essendo una delle prime comunità ad essere arrivate, richiedono raramente la cittadinanza italiana. Ciò si spiega con il timore di perdere la nazionalità cinese, che non consente la doppia cittadinanza. 

Ci sono ottantottomilaottocentottantadue stranieri che vivono nella provincia di Venezia. Rappresentano il diciassette virgola sette per cento dei residenti locali. 

Nelle scuole, gli stranieri sono altresì essenziali. Diciassettemiladuecentotredici alunni, pari al sedici virgola quattro per cento del totale, sono di origine straniera. Il dibattito sull’immigrazione, in questo contesto, non è solo sociale, ma anche economico e strutturale.

Un elemento significativo di questa evoluzione riguarda anche la partecipazione politica diretta. Alle elezioni comunali del 2026, sei candidati di origine bengalese, ma cittadini italiani a tutti gli effetti, figurano sulla stessa lista elettorale. La loro presenza testimonia un passaggio importante, da una realtà prevalentemente sociale ed economica a una partecipazione attiva alla vita democratica locale. Questo fenomeno riflette l’evoluzione di una parte della popolazione straniera verso forme di rappresentanza politica, nel quadro delle regole istituzionali italiane.

Patrizia Incardone
Patrizia Incardone
Patrizia Incardone è giornalista del gruppo BXL Media. Collabora ai progetti editoriali del gruppo con articoli, approfondimenti e contenuti dedicati all’attualità, alla società e ai principali temi di interesse pubblico, contribuendo a un’informazione chiara, dinamica e orientata al contesto internazionale.

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