Lawrence, Kansas, piccola città universitaria nel Midwest, è diventata il quartier generale dell’Algeria per i Mondiali 2026. L’accoglienza spontanea e calorosa dei residenti — dalla banda universitaria che ha imparato l’inno algerino all’artista che ha inciso una bandiera sul terreno — è diventata virale, trasformando un legame inaspettato in una storia che ha commosso l’America intera.

@LesVerts/X
C’è una piccola città universitaria nel cuore del Midwest americano che, in pochi giorni, è diventata la casa lontano da casa della nazionale algerina. Si chiama Lawrence, Kansas — più nota come sede dei Jayhawks dell’Università del Kansas — ed è qui che l’Algeria ha stabilito il suo quartier generale per i Mondiali 2026, finché avrà partite da giocare.
L’accoglienza riservata alla squadra ha superato ogni aspettativa, diventando virale e trasformando Lawrence in una storia nazionale.
Lawrence, KS showing out for @LesVerts 🇩🇿 pic.twitter.com/6kqU8z2luN
— FIFA World Cup 26 Kansas City (@FWC26KansasCity) June 12, 2026
@meninblazers
LAWRENCE, KANSAS’ LOVE FOR ALGERIA IS ONE OF THE WORLD CUP’S BEST STORIES ❤️ Since their arrival on Sunday night, Algeria have captured the heart of Lawrence and surrounding areas, and it’s everything we love about this beautiful game 🥹 🎥 @lelienofficiel, @elheddaftv.official , @algatedz @nabilkhazini #worldcup #algeria #kansas
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Un arrivo da star
Il team è atterrato dopo la mezzanotte dell’8 giugno, accolto da una folla di tifosi che aveva aspettato nonostante i temporali, agitando bandiere e scandendo cori. Non era un’accoglienza organizzata dall’alto: era spontanea, autentica, sorprendente anche per gli stessi organizzatori. I fan si sono schierati lungo la K-10 solo per vedere passare il pullman della squadra — un gesto che ha colto di sorpresa persino la CEO di KC2026, Pam Kramer.
Il Midwest si mette in mostra
Lawrence ha costruito la sua accoglienza attorno a ciò che già sa fare bene: festival, arte, musica e comunità. La banda universitaria dei KU ha imparato “Kassaman”, l’inno nazionale algerino, e lo ha suonato davanti a centinaia di persone accorse a un allenamento aperto al pubblico al Rock Chalk Park, molte delle quali vestite di verde, bianco e rosso. I giocatori hanno firmato autografi e tenuto una clinic per i bambini del posto. Un bar locale ha pubblicato un video di benvenuto in arabo e francese che ha sfiorato un milione di visualizzazioni.
Il tocco più spettacolare è arrivato dall’artista di fama mondiale Stan Herd, che ha ritagliato una bandiera algerina di circa mille metri quadrati su una collina di Lawrence, usando erba e pacciame.
“Non abbiamo ancora nemmeno giocato”
Il sindaco Brad Finkeldei ha sintetizzato lo spirito di questi giorni con una frase: “Li abbiamo abbracciati, e loro hanno abbracciato noi.” E non sembra preoccupato che l’entusiasmo possa svanire dopo la prima partita: “Questo è solo l’inizio del rapporto. Non abbiamo ancora nemmeno giocato.”
La partita
L’Algeria torna ai Mondiali per la prima volta dal 2014 e lo fa con un esordio tutt’altro che semplice: martedì sera affronta l’Argentina campione in carica, con Lionel Messi, al Kansas City Stadium. Lawrence intanto si prepara con una festa di strada nel cuore della città e la proiezione della partita dentro il Liberty Hall. Una città intera che tifa per una squadra che, fino a poche settimane fa, non sapeva nemmeno di aspettare.
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Fonte:
www.greenme.it

