Lichtner: screening intraospedaliero per epatiti C, B e Delta. L’infettivologa ha richiamato l’attenzione in occasione della Giornata mondiale sulle infezioni virali del fegato, definendole «infezioni insidiose che possono causare patologie croniche per cui esistono terapie efficaci». Il richiamo punta a intensificare l’individuazione precoce dei casi attraverso test offerti durante i ricoveri ospedalieri, con l’obiettivo di intercettare persone non diagnosticate e avviarle tempestivamente alle cure.
La strategia dello screening intraospedaliero sfrutta il contatto con i servizi sanitari quando i pazienti sono già presenti per altre motivazioni cliniche. Nel contesto delle epatiti virali, il ritardo diagnostico è spesso responsabile dell’evoluzione verso condizioni croniche che richiedono interventi più complessi. La diagnosi precoce consente di valutare tempestivamente la terapia e di programmare il percorso di cura, riducendo le conseguenze a lungo termine sia per il singolo paziente sia per il sistema sanitario.
Per rendere operativo un programma di screening in ospedale sono necessari percorsi organizzativi che includano test rapidi affidabili, protocolli per la comunicazione dei risultati e procedure per il collegamento con servizi specialistici. Un approccio integrato prevede il coinvolgimento di medici di reparto, specialisti infettivologi, personale di laboratorio e unità di cure ambulatoriali per assicurare che il paziente riceva una valutazione completa e l’accesso alla terapia in tempi adeguati. L’identificazione del virus è il primo passo per attivare un percorso terapeutico che oggi dispone di opzioni efficaci per molte forme di epatite.
L’appello alla diffusione dello screening intraospedaliero si inserisce in una prospettiva di salute pubblica volta a ridurre il peso delle malattie epatiche croniche e a migliorare l’accesso alle cure. Per tradurre l’indicazione in risultati concreti servono investimenti in formazione del personale, risorse per i test e reti di cura ben coordinate tra ospedale e territorio, così da trasformare la diagnosi precoce in un vantaggio clinico e sociale riconoscibile.

