Il 7 agosto a Taormina il Festival Lirico dei teatri di Pietra porterà in scena Nabucco di Giuseppe Verdi proponendo una rappresentazione accessibile con interpretazione in LIS (Lingua dei Segni Italiana). L’iniziativa, inserita nel cartellone estivo, introduce nella programmazione un allestimento che affianca la tradizionale esecuzione musicale a strumenti di comunicazione pensati per il pubblico sordo e ipoacusico.
La scelta di prevedere l’interpretazione in LIS si colloca in un orizzonte culturale più ampio che vede teatri e istituzioni sperimentare modalità per rendere fruibili opere del repertorio lirico anche a spettatori con disabilità sensoriali. La Lingua dei Segni Italiana consente la trasmissione del testo e della drammaturgia attraverso un codice visivo, affiancando—senza sostituire—la componente vocale e musicale che caratterizza l’opera verdiana.
La proposta assume rilievo per più ragioni: da un lato conserva il valore artistico e storico di un capolavoro come Nabucco, dall’altro apre il teatro a platee diverse, valorizzando il principio del diritto all’accesso alla cultura. Per il pubblico, interventi di questo tipo favoriscono una percezione dell’opera che integra parola, gesto e immagine e che può rinnovare l’esperienza spettatoriale tradizionale.
Per gli organizzatori e per il settore culturale la sperimentazione rappresenta anche un banco di prova operativo: confrontarsi con soluzioni tecniche e interpretative idonee a coniugare esigenze estetiche e accessibilità. L’adozione di strumenti di comunicazione visiva nelle esecuzioni può contribuire a innescare pratiche replicabili in altri contesti, stimolando un ripensamento delle modalità di programmazione e accoglienza nei festival e nei teatri storici.
La rappresentazione di Nabucco a Taormina si colloca quindi non solo come evento musicale, ma come esempio concreto di come il repertorio operistico possa dialogare con istanze di inclusione. L’appuntamento del 7 agosto offrirà agli spettatori un’occasione per confrontarsi con una lettura dell’opera che mette al centro l’accessibilità senza rinunciare alla dimensione artistica.

