Carlo Nordio propone di aumentare i posti nelle strutture detentive dedicate ai giovani dopo aver richiamato l’attenzione sull’incremento delle presenze in quattro anni. L’annuncio ha rilanciato il confronto pubblico sulle risposte dello Stato a un fenomeno che le statistiche recenti quantificano in un aumento pari al 40% dei ragazzi in cella rispetto al periodo precedente.
Nordio ha sottolineato la necessità di interventi strutturali per far fronte a «arresti massicci» e a un sistema, a suo dire, in affanno. La proposta di ampliamento riguarda le carceri minorili e intende rispondere all’emergenza numerica, entrando in discussione con gli enti locali e le istituzioni competenti.
Antigone, associazione che si occupa di diritti penitenziari, ha contestato l’impostazione delle misure recenti e ha attribuito la responsabilità dell’aumento al ciclo normativo degli ultimi anni, definendo decisivi alcuni decreti approvati dal governo. L’associazione ha richiamato l’attenzione sui fattori legislativi che, a suo avviso, hanno inciso sull’inasprimento delle risposte penali verso i minori, sollevando dubbi sulle ricadute delle scelte adottate a livello centrale. Per approfondire il lavoro dell’associazione: Associazione Antigone.
Il tema riapre il dibattito sulle politiche per i minori: da una parte la richiesta di infrastrutture adeguate per gestire un aumento delle detenzioni, dall’altra la necessità di valutare misure alternative alla detenzione e interventi di prevenzione. La proposta di intervento pratico presentata da Nordio dovrà confrontarsi con dati, risorse e orientamenti delle istituzioni competenti, incluso il ruolo del Ministero della Giustizia, chiamato a definire tempi e modalità di attuazione.

