Il vaccino contro HPV potrebbe avere un ruolo più ampio nella tutela della salute femminile, oltre alla prevenzione dei tumori legati al Papilloma virus umano. Un ampio studio pubblicato su The BMJ associa la vaccinazione a una minore probabilità di parto prematuro e di altre complicanze ostetriche. Il dato rafforza l’interesse scientifico verso gli effetti indiretti della prevenzione contro l’HPV, già centrale nelle strategie di sanità pubblica contro il cancro della cervice uterina e alcuni tumori testa-collo.
La ricerca è stata condotta da un gruppo del Karolinska Institutet di Stoccolma, utilizzando i registri sanitari nazionali svedesi. L’analisi ha preso in esame 624.713 parti singoli di donne al primo parto, di età compresa tra 16 e 35 anni, avvenuti in Svezia tra il 2006 e il 2023. Il 15% delle donne incluse aveva ricevuto in precedenza il vaccino quadrivalente, diretto contro i ceppi 6, 11, 16 e 18 del Papilloma virus umano.
Gli autori hanno confrontato le gravidanze con almeno un esito avverso con casi di controllo simili per età e anno di concepimento. Tra gli eventi valutati rientravano il parto prima della 37esima settimana, il parto molto pretermine tra la 28esima e la 31esima settimana, la rottura prematura delle membrane, la nascita di un neonato molto piccolo, la morte fetale prima o durante il parto e il decesso neonatale. Dopo l’aggiustamento per altri fattori sanitari e sociali potenzialmente rilevanti, la vaccinazione è risultata associata a un rischio più basso per tutti gli esiti considerati.
L’effetto più marcato è emerso tra le donne vaccinate prima dei 17 anni, un elemento coerente con l’obiettivo dei programmi vaccinali rivolti agli adolescenti. In Italia, il Ministero della Salute prevede l’offerta gratuita della vaccinazione contro l’HPV a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni. La prevenzione precoce resta quindi uno snodo rilevante non solo per ridurre le infezioni persistenti e le lesioni correlate, ma anche per comprendere eventuali benefici sulla futura gravidanza.
Lo studio non dimostra un rapporto diretto di causa ed effetto, perché ha natura osservazionale. I risultati, tuttavia, si inseriscono in un quadro di evidenze che sostiene la sicurezza dei vaccini anti-HPV e suggerisce possibili vantaggi aggiuntivi. Per la ricerca clinica, il punto ora è chiarire con ulteriori studi i meccanismi che potrebbero collegare la protezione dall’infezione e dai trattamenti delle lesioni HPV-correlate a un minor rischio di complicanze ostetriche.

