La spinta civica di Cateno De Luca prova a trasformarsi in un progetto elettorale più strutturato. Attorno alla sigla dei Sindaci d’Italia prende forma l’ipotesi di una lista unica, pensata per raccogliere amministratori locali e realtà territoriali sotto un’unica insegna. L’obiettivo politico è dare rappresentanza a una rete di sindaci e movimenti civici che rivendicano un ruolo autonomo nel dibattito nazionale, in una fase in cui la politica italiana guarda con attenzione al peso dei territori e alla capacità degli amministratori di intercettare consenso fuori dagli schemi tradizionali dei partiti.
La kermesse ha avuto tra i suoi passaggi più significativi la presenza di Ignazio La Russa, presidente del Senato. Il suo intervento ha fissato una linea sintetizzata nella frase: «Noi allarghiamo senza fare campi». Un’espressione che richiama la scelta di ampliare il perimetro politico senza adottare formule rigide o contrapposizioni precostituite. La partecipazione di una figura istituzionale di primo piano ha dato visibilità all’appuntamento e ha confermato l’interesse per un’area civica che prova a ritagliarsi spazio nel confronto pubblico.
Il percorso verso la lista unica resta però legato alla capacità di tenere insieme componenti diverse. La forza del progetto dipende proprio dal radicamento locale dei suoi protagonisti: sindaci, amministratori e gruppi territoriali abituati a muoversi su priorità concrete, spesso legate alla gestione quotidiana dei comuni. Portare questo patrimonio dentro una proposta nazionale significa costruire regole comuni, un’identità riconoscibile e un equilibrio tra leadership personali e rappresentanza collettiva. È un passaggio delicato, perché il civismo può diventare competitivo solo se riesce a presentarsi come soggetto coerente e non come semplice somma di esperienze locali.
Il punto più complesso resta la Sicilia, indicata come nodo ancora aperto. Per De Luca l’isola non è un dettaglio organizzativo, ma il terreno politico da cui è partita una parte rilevante della sua esperienza pubblica. Ogni evoluzione nazionale del progetto dovrà quindi misurarsi con gli equilibri siciliani, con le relazioni tra forze locali e con la necessità di non disperdere il consenso costruito negli anni. La definizione della lista unica dei Sindaci d’Italia passerà anche da questa verifica: senza una soluzione chiara sul fronte siciliano, il percorso rischia di restare incompleto.

