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Artemis, il ritorno sulla Luna passa da prove in orbita e scelte ancora aperte

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Il programma Artemis entra in una fase decisiva, ma il percorso verso il nuovo sbarco umano sulla Luna resta segnato da verifiche tecniche e scelte industriali ancora da consolidare. La NASA ha aggiornato lo stato delle prossime missioni, chiarendo il ruolo di Artemis III e Artemis IV nell’architettura lunare. Nel Vehicle Assembly Building prosegue il lavoro sul razzo SLS: per Artemis IV è stata completata la prima fase di assemblaggio dei booster laterali a propellente solido, mentre il lanciatore destinato ad Artemis III è già pronto in attesa dell’integrazione della navicella Orion.

Artemis III, prevista per il 2027, non sarà una missione di allunaggio. Rimarrà in orbita terrestre bassa e fungerà da banco di prova per le operazioni essenziali delle missioni successive. L’equipaggio di Orion dovrà effettuare manovre di rendezvous e attracco con due sistemi lunari commerciali: Blue Moon Mark 2 di Blue Origin e una versione di test della Starship V3 di SpaceX. Faranno parte della missione Randolph Bresnik, Luca Parmitano, Frank Rubio e Andre Douglas, con Bob Hines indicato come membro dell’equipaggio di riserva.

Il test avrà un peso rilevante perché permetterà alla NASA di valutare il livello di maturità dei due lander in vista dell’obiettivo del 2028. La strategia mantiene aperte entrambe le opzioni: da un lato Blue Moon, che prevede l’uso di stadi di trasferimento assemblati e riforniti in orbita terrestre prima del viaggio verso un’orbita lunare polare ellittica; dall’altro Starship, basata su una catena più complessa di rifornimenti in orbita tramite una nave deposito e voli cisterna. In entrambi i casi Orion resterà il veicolo per il trasferimento degli astronauti e il rientro sulla Terra.

Per Artemis IV resta aperto anche il nodo dello stadio superiore del lanciatore SLS. L’Interim Cryogenic Propulsion Stage, derivato dal Delta IV, potrebbe essere utilizzato dopo essere stato spostato dalla precedente pianificazione di Artemis III. La NASA punta però sul Centaur V di United Launch Alliance, più moderno e potente, in una configurazione con serbatoi più lunghi. Se questa soluzione sarà pronta in tempo, serviranno modifiche anche al Mobile Launcher, la torre che sostiene e alimenta il razzo prima del decollo.

Un ulteriore elemento critico riguarda le tute lunari. La AxEMU sviluppata da Axiom Space ha accumulato ritardi: i test previsti per il 2025 sono slittati al 2027 e l’Ispettore Generale della NASA ha giudicato eccessivamente ottimistica la tempistica attuale. Per rispettare l’orizzonte del 2028, l’agenzia ha chiesto una tuta da sortita più semplice e leggera, certificata per permanenze di almeno due ore ma non per attività prolungate nelle regioni più difficili del Polo Sud lunare. È uno dei passaggi che definiranno quanto ambizioso potrà essere il primo ritorno umano sulla superficie lunare nell’era spaziale di Artemis.

Antonello Bellini
Antonello Bellini
Antonello Bellini firma articoli e approfondimenti dedicati ai principali temi del dibattito pubblico italiano. Il suo lavoro si concentra sulla lettura degli avvenimenti contemporanei e delle loro implicazioni politiche, economiche e sociali, cercando di offrire al lettore elementi utili per comprendere fatti, decisioni e fenomeni che incidono sulla vita collettiva.

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