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Fine vita, l’Umbria approva “Liberi Subito”: quinta Regione con una procedura sul suicidio assistito

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L’Umbria entra nel gruppo delle Regioni che hanno scelto di disciplinare, sul piano organizzativo, l’accesso al fine vita. Il 22 ottobre l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato la proposta di iniziativa popolare “Liberi Subito”, sostenuta da 4.801 firme e promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Il voto si è chiuso con 11 favorevoli, 6 contrari e 3 astensioni, rendendo l’Umbria la quinta Regione italiana a dotarsi di una norma in materia dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto.

La legge non introduce un diritto nuovo, ma definisce le modalità con cui il servizio sanitario regionale deve verificare le condizioni fissate dalla Corte costituzionale nella sentenza sul caso Cappato-Antoniani del 2019. L’accesso al suicidio assistito resta quindi legato a quattro requisiti: patologia irreversibile, sofferenze ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di assumere una decisione libera e consapevole. A valutare le richieste sarà una commissione multidisciplinare permanente, prevista dal testo approvato.

In Umbria la campagna è legata al nome di Laura Santi, giornalista perugina affetta da sclerosi multipla progressiva, morta nel 2025 dopo l’autosomministrazione di un farmaco letale. Santi aveva promosso l’iniziativa regionale insieme al marito Stefano Massoli e aveva atteso due anni e otto mesi per ottenere la verifica dei requisiti necessari. Per l’Associazione Luca Coscioni, rappresentata da Filomena Gallo e Marco Cappato, le leggi regionali servono a rendere più chiari tempi, responsabilità e procedure per pazienti e personale sanitario.

Il quadro nazionale resta però privo di una legge organica. In Parlamento sono depositati testi diversi, tra cui il disegno di legge Bazoli e il ddl Zanettin-Zullo, ma l’iter non ha prodotto una disciplina statale. Nel frattempo il confronto sulle competenze tra Stato e Regioni è già arrivato davanti alla Consulta: la sentenza n. 204 del 2025 ha riconosciuto la possibilità per le Regioni di adottare norme procedurali, dichiarando però illegittime alcune disposizioni della legge toscana perché oltrepassavano l’ambito organizzativo. Anche la legge dell’Emilia-Romagna è stata impugnata dal Consiglio dei ministri il 24 settembre.

La presidente umbra Stefania Proietti non ha partecipato al voto, richiamando la necessità di una risposta nazionale su una materia di rilievo etico, umano e costituzionale. La mappa italiana resta quindi disomogenea: la proposta “Liberi Subito” è in discussione nella Provincia autonoma di Trento, mentre in diverse Regioni le firme sono state raccolte e i testi attendono l’avvio dell’iter. L’approvazione umbra rafforza il ruolo delle assemblee regionali, ma conferma anche il nodo centrale: l’assenza di regole uniformi per tutti i cittadini.

Antonello Bellini
Antonello Bellini
Antonello Bellini firma articoli e approfondimenti dedicati ai principali temi del dibattito pubblico italiano. Il suo lavoro si concentra sulla lettura degli avvenimenti contemporanei e delle loro implicazioni politiche, economiche e sociali, cercando di offrire al lettore elementi utili per comprendere fatti, decisioni e fenomeni che incidono sulla vita collettiva.

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