C’è una “esplosione degli affidamenti
diretti per servizi e forniture, fra i quali anche le
consulenze”. E’ quanto rileva l’Anac nella sua Relazione annuale
al Parlamento sostenendo che il “Decreto Correttivo al Codice ha
lasciato aperte faglie insidiose”. Nel 2025 questi affidamenti
“hanno interessato quasi il 95% delle acquisizioni totali, con
un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i
135.000 e i 140.000 euro. “Dietro questa prassi – sostiene
l’Anac – si annidano sovente sprechi, opportunismi,
frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni
criminali. E, in qualche contesto, gli amministratori onesti
restano più esposti a pressioni indebite, non potendo più
opporre, sotto tale soglia, la necessità di un confronto
competitivo”.
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