HomeOpinionCaravelli verso il record, altri due anni alla guida dell’Aise

Caravelli verso il record, altri due anni alla guida dell’Aise

Articoli correlati

Rileggere le “Confessioni” di Sant’Agostino su una partitura elettronica

Un uomo attraversato dalla propria coscienza. È questa l’immagine...

Il mesto 25 aprile nell’Italia smarrita di Meloni

Nota, amaro, Pierluigi Castagnetti: «Com’è triste questo 25 aprile»....

Il caso della band ucraina fermata dalla Gdf con i soldi del tour benefico

Avevano suonato la sera prima in Italia, raccogliendo donazioni...

Meloni dà la colpa all’Europa e all’Istat per un problema creato dal governo

Sulla questione della mancata uscita dalla procedura di infrazione...
Pubblicitàspot_imgspot_img

Promosso direttore nel 2020 sotto il governo Conte 2, quello giallorosso, con un mandato di due anni. Rinnovato per altri quattro dal governo Draghi. Confermato al cambio di esecutivo con Giorgia Meloni presidente del Consiglio. Che ieri, infine, ha deciso di accordargli altri due anni. Così Giovanni Caravelli, 65 anni compiuti a marzo, si prepara a diventare il più longevo direttore del servizio italiano d’intelligence che prima era militare (Sifar, Sid e Sismi) e poi, dopo la riforma del comparto del 2007, estero (Aise, cioè Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e che ha da sempre sede a Forte Braschi.

Il generale dell’Esercito – che dopo le tensioni tra il servizio e il ministro della Difesa Guido Crosetto la presidente Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha la delega all’intelligence, hanno voluto far nominare prefetto dal ministero dell’Interno Matteo Piantedosi per confermargli la fiducia – è già il più longevo direttore dell’Aise, di cui è stato anche vicedirettore per sei anni, dal 2014. Se completerà il nuovo mandato, raggiungendo così il limite massimo degli otto anni – e il condizionale è d’obbligo, considerato che prima del mandato viene il rapporto con il presidente del Consiglio, e che questo potrebbe cambiare alla luce delle elezioni che si terranno al più tardi nel settembre dell’anno prossimo – supererà per tempo in carica anche l’ammiraglio Fulvio Martini, nome in codice Ulisse, che diresse il Sismi dal 1984 al 1991, avviando un processo, quello della professionalizzazione dell’intelligence italiana, che la riforma del 2007 ha inteso accelerare. L’unico direttore ad aver ricoperto l’incarico per otto anni è stato il prefetto Mario Parente, generale dei Carabinieri, che ha guidato l’altro servizio, l’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), nato dall’evoluzione del Sisde, l’intelligence del ministero dell’Interno, con la riforma del 2007. Parente è stato in carica dal 2016 al 2024, sotto cinque diversi governi (Gentiloni, Conte 1, Conte 2, Draghi e Meloni).

Come anticipato da Linkiesta nei giorni scorsi, chiusa la partita delle nomine nelle partecipate, Palazzo Chigi ha lavorato sulla direzione dell’Aise, considerata la ormai precedente scadenza del mandato di Caravelli a metà maggio. A favore della riconferma hanno giocato almeno tre fattori: la fiducia in lui riposta da Meloni e Mantovano; la situazione internazionale critica, che già sconsiglierebbe cambi in corsa in ruoli critici, in questo caso specialmente considerata la sua esperienza su Medio Oriente e Nord Africa (fu lui in prima persona a gestire le trattative per la liberazione della giornalista Cecilia Sala, detenuta in Iran senza accuse e poi di fatto scambiata con l’ingegnere Mohammad Abedini, accusato dagli Stati Uniti di sostenere la ricerca militare dei Pasdaran); la necessità di inviare segnali di stabilità a un comparto, quello dell’intelligence, colpito dalla vicenda di Giuseppe Del Deo, ex vicedirettore dell’Aisi e del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, l’organismo che coordina le due agenzie di intelligence), indagato per peculato e accesso abusivo a un sistema informatico.

La prossima decisione che il governo dovrà prendere in materia di intelligence riguarda Francesco Paolo Figliuolo, vicedirettore dell’Aise da fine 2024, che può ottenere una proroga solo prima dell’11 luglio prossimo, quando compirà i 65 anni, altrimenti alla scadenza del mandato biennale andrà in pensione.


Fonte:

www.linkiesta.it

Ultimi Articoli

Pubblicitàspot_img