Per il resto il quadro è invece mediamente positivo, con una tenuta negli Usa e crescite ampie in Svizzera e Cina. Con il dato di aprile, il bilancio dei primi quattro mesi dell’export extra-Ue italiano è positivo di un punto.
Sempre in relazione alle indicazioni di aprile, guardando alla fiducia delle imprese registrata dall’Istat, registrano in questo senso un arretramento in particolare per i beni strumentali, mentre più in generale la fiducia delle imprese manifatturiere scende ai minimi dallo scorso settembre. Mentre in parallelo, guardando alle famiglie, si riduce la propensione all’acquisto di beni durevoli, altro effetto consueto nelle fasi di incertezza e instabilità.
Fiducia in discesa ad aprile
Nel dettaglio, i dati Istat di aprile sulla fiducia sono orientati mediamente al ribasso, con l’indice dei consumatori in discesa a 90,8, il dato più basso degli ultimi tre anni, da gennaio 2023.
Tra i consumatori si evidenzia in generale un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico si riduce da 88,1 a 82,7, il clima futuro scende da 85,3 a 82,5, quello personale cala da 94,2 a 93,8 e il clima corrente diminuisce da 98,0 a 96,9. Brusco, in particolare, il passo indietro sulle attese in relazione alle situazione economica dell’Italia, dove il saldo tra pessimisti e ottimisti peggiora e vede i primi prevalere ampiamente (saldo da -70 a -84) con il peggior dato dai tempi del Covid, marzo 2020.
Con riferimento alle imprese, la fiducia cala a 95,2 il dato più basso dopo ottobre 2025 (era a 94,4). La flessione risulta più marcata nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In particolare, il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato scende da 102,6 a 99,1 e quello delle costruzioni flette da 103,6 a 100,9; nella manifattura l’indicatore di fiducia diminuisce da 88,7 a 87,9, mentre migliora nel commercio al dettaglio (l’indice sale da 100,5 a 100,8).
Fonte:
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