HomeSaluteDa Leonardo da Vinci agli stent, il cuore tra scienza e cura

Da Leonardo da Vinci agli stent, il cuore tra scienza e cura

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Tremila anni per violare i tre centimetri dello sterno, tre miliardi di battiti in una vita media, sette litri e mezzo di sangue al minuto pompato nelle vene, simbolo potente di coraggio e di sentimenti: è sua maestà il cuore, protagonista del libro scritto da Massimo Massetti, direttore della cardiochirurgia del Policlinico Gemelli Irccs, e dal giornalista Alfonso Dell’Erario, presentato alla Camera.

Pubblicato da Cairo, il libro “Sua maestà il cuore”, ripercorre la storia del muscolo cardiaco, dalla sua scoperta, al primo stent fino ai trapianti. Descritto per la prima volta in modo approfondito da Leonardo da Vinci, che lo definì “mirabile strumento”, il cuore resta un mistero ancora oggetto di ricerca e c’è la prova scientifica che dolore e felicità incidono negativamente e positivamente sulla sua salute. Il cuore è però una pompa idraulica soggetta ad usura, per questo il volume spiega come manutenerlo e tutelarlo con l’alimentazione e il movimento. “Le malattie cardiovascolari ancora rappresentano in Italia la principale causa di morte. Dobbiamo investire in prevenzione per ridurre il numero di pazienti affetti da queste patologie”, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Una parte importante del libro è dedicata al Servizio sanitario nazionale, le cui difficoltà sono note, dai Pronto soccorso intasati, alla medicina difensiva. “Spesso – spiega Massetti – si identifica la soluzione dei problemi della nostra sanità con la necessità di stanziare più fondi, cosa utile ma non risolutiva. Il libro, sulla base dell’esperienza concreta del professor Massetti, che ha all’attivo 6 mila interventi sull’organo più importante del corpo umano, propone un cambio di paradigma, sintetizzato dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulé nella presentazione del volume alla Camera: “Non più una sanità incentrata sulla singola prestazione, ma una sanità capace di prendere in carico la persona nel suo complesso. Il paziente non può essere un numero in una lista d’attesa, serve invece una continuità di cura della persona”. Su questo modello sta nascendo presso il Gemelli un ospedale dedicato soltanto alle malattie cardiovascolari, mentre lo stesso modello viene esteso alla cura delle altre patologie”, precisa Massetti.Il tutto nasce sulla scia della legge di bilancio 2025. “Nella legge – ha scritto il sottosegretario Alfredo Mantovano – è previsto che il ministro della Salute emani linee guida e protocolli a cui devono ispirarsi i modelli organizzativi delle aziende ospedaliere, anche in forma sperimentale. I lavori del tavolo tecnico a ciò deputato sono in corso e spero possano concludersi quanto prima”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Fonte:

www.ansa.it

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