Il riassetto di Delfin entra nella fase decisiva. La holding della famiglia Del Vecchio sarebbe, infatti, vicino a una svolta che potrebbe ridisegnarne gli equilibri dopo anni di stallo tra gli eredi. A guidare l’operazione è Leonardo Maria Del Vecchio, intenzionato a diventare il primo azionista della holding attraverso una strategia che combina un nuovo veicolo societario e un rilevante sostegno finanziario.
Delfin, nasce Lmdv Fin per il riassetto
Si chiama Lmdv Fin la società costituita nelle ultime settimane e destinata ad avere un ruolo centrale nell’operazione. La newco, con un capitale sociale di 100 mila euro e interamente controllata da Lmdv Capital, fungerà da cassaforte per la quota destinata a consolidarsi nelle mani dell’imprenditore.
L’obiettivo è riunire il 12,5% già detenuto con il 25% nelle mani dei fratelli Luca e Paola Del Vecchio, arrivando a una partecipazione complessiva del 37,5%. Un passaggio che lo renderebbe il primo socio singolo di Delfin.
Maxi-prestito da 10 miliardi per comprare le quote
Per finanziare l’operazione, sarebbe in corso la definizione di un maxiprestito da circa 10 miliardi di euro con un pool di grandi banche. Secondo quanto pubblicato sabato 18 aprile dal quotidiano la Repubblica, i negoziati coinvolgono in questa fase Unicredit, Bnp Paribas e Crédit Agricole, al lavoro sui dettagli del finanziamento.
Il valore delle quote di Paola e Luca Del Vecchio si aggira intorno ai 5 miliardi ciascuno, in linea con un net asset value di Delfin stimato in circa 45 miliardi. I colloqui, avviati a febbraio, si sono intensificati nelle ultime settimane con l’obiettivo di arrivare a una soluzione in tempi brevi, possibilmente entro l’assemblea di EssilorLuxottica convocata a Parigi il 28 aprile.
Gli equilibri tra gli eredi e lo stallo
Il riassetto rappresenta una possibile via d’uscita dall’impasse che coinvolge gli otto eredi del fondatore Leonardo Del Vecchio, scomparso nel 2022. Attualmente tutti i soci detengono quote paritarie del 12,5%, una struttura che ha reso difficile prendere decisioni strategiche per la holding che detiene partecipazioni rilevanti in EssilorLuxottica, oltre a quote in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%).
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