HomeAnalisi & InchiesteGaza: raccontare l’impossibile

Gaza: raccontare l’impossibile

Articoli correlati

Trump e Putin possono accordarsi, ma non imporre la ‘loro’ pace in Ucraina

Il tuo browser non supporta l’audio. Intrappolata tra la guerra...

L’Iran sta umiliando gli Usa di Trump, dice Merz

Le prime crepe nel fronte occidentale sulla crisi iraniana...

Trump ci ha imprigionato tutti dentro al suo videogioco

Tentare di razionalizzare la quotidiana, caotica e contraddittoria sfilza...
Pubblicitàspot_imgspot_img

“La mia storia non è cominciata il 7 ottobre. Già da bambini abbiamo vissuto delle condizioni molto dure, abbiamo visto la guerra. Ho un ricordo bruttissimo di quel giorno, di me seduta fra le rovine della mia casa e tutto intorno a me vedevo dei giornalisti stranieri che parlavano delle lingue che io non capivo. E questo bad feeling, questa cattiva sensazione, mi ha accompagnato per moltissimo tempo: questa sensazione di impotenza, di essere lì seduta in mezzo, nel nulla, senza poter far nulla. E lì ho deciso di diventare giornalista”.

La giornalista Ruwaida Kamal Amer, giornalista, produttrice e regista palestinese basata a Gaza, è rimasta nella Striscia con la sua famiglia dall’inizio della guerra, documentando in prima linea l’impatto del conflitto sui civili. Ha lavorato come produttrice e regista per Al Jazeera English, Euronews e ABC News, e scrive per +972 Magazine e Repubblica, dove racconta la vita sotto assedio e le dinamiche politiche del territorio, portando all’attenzione storie spesso assenti nel racconto mainstream.

Durante l’incontro al Festival Internazionale del Giornalismo #IJF26 “Gaza: raccontare l’impossibile”, Kamal Amer ha condiviso la sua esperienza sul territorio e ha parlato della resilienza dei giornalisti palestinesi, dei rischi che corrono e dell’importanza che il mondo non dimentichi Gaza.

In particolare, Kamal Amer ha descritto la difficoltà di essere contemporaneamente una giornalista che documenta la guerra e una vittima che la vive, e di dover bilanciare la ricerca di notizie con la necessità di trovare cibo, acqua, elettricità per il suo computer e un rifugio per la sua famiglia.

La situazione in costante cambiamento ha comportato continui spostamenti, mentre la difficoltà di accesso a internet e all’elettricità l’ha costretta a esporsi a pericoli, come quando ad esempio ha dovuto recarsi presso gli ospedali per la corrente elettrica, spesso colpiti dagli attacchi israeliani.

La scrittura, ha detto Kamal Amer, è stata un mezzo per elaborare lo stress e non perdere la lucidità: “Se avessi fatto vedere alla mia famiglia che io ero così stressata, così nervosa, sarebbero crollati anche loro. E dunque io mi calmavo lavorando, scrivendo, scrivendo, scrivendo e cercando di non pensare a tutto quello che succedeva intorno a me, perché altrimenti avrei perso la testa”.

Kamal Amer credeva che l’essere giornalista fosse una sorta di protezione e invece ha presto realizzato che i giornalisti erano bersagli deliberati. Le è stato detto di non indossare la casacca “PRESS” e spesso chi le stava vicino la allontanava per paura di essere colpito a causa della sua presenza. Lei stessa è stata ferita alla schiena e al braccio da una bomba caduta a pochi metri dalla sua casa mentre cercava di accedere a internet.

“Ogni giornalista a Gaza ha una storia, un sogno per il futuro. Noi non siamo numeri e sogniamo di avere un futuro anche se ci vogliono uccidere. Ma vi prego continuate a parlare, continuate a condividere sui social, continuate a rilanciare le notizie di Gaza. Non restate in silenzio, non dimenticate Gaza”, ha concluso Kamal Amer con un appello affinché si continui a parlare di Gaza mentre l’attenzione si sposta verso altri conflitti e venga data speranza ai palestinesi perché possano costruire il loro futuro senza dover sempre ricominciare da capo, come è successo anche a lei che ha perso casa, lavoro e tutto. “La soluzione è la pace. Fateci vivere in pace. Voi giornalisti avete delle voci, sono voci potente, usatele per proteggere chi ha bisogno”.

Qui di seguito il video dell’incontro:  

Immagine in anteprima: Riccardo Urli/IJF26


Fonte:

www.valigiablu.it

Ultimi Articoli

Pubblicitàspot_img