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Generali: Unicredit sale all’8,72% e sorpassa Caltagirone

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L’assemblea degli azionisti di Assicurazioni Generali ha confermato la direzione strategica del gruppo e consolidato i risultati dell’esercizio 2025, in un contesto di mercato ancora attraversato da incertezze geopolitiche e da un riassetto degli equilibri tra i grandi soci della finanza italiana. Il via libera al bilancio arriva con un consenso molto ampio, superiore al 99%, e rafforza la continuità del percorso industriale guidato dall’amministratore delegato Philippe Donnet.

Generali: via libera al bilancio 2025. I numeri

Numeri alla mano, il 2025 si chiude con un utile record di circa 4,3 miliardi di euro e con una politica di remunerazione degli azionisti in ulteriore rafforzamento: il dividendo sale a 1,64 euro per azione, in crescita di quasi il 15% rispetto all’anno precedente. Contestualmente, l’assemblea ha approvato anche un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni, insieme al rinnovo del collegio sindacale e a nuove misure di incentivazione per i dipendenti attraverso piani di azionariato diffuso.

Governance: Unicredit sale all’8,72%

Sul fronte degli azionisti, Generali continua a presentare una struttura articolata. Tra i principali soci figurano Mediobanca con circa il 13,19%, Delfin con poco più del 10%. Unicredit sale e arriva all’8,72% mentre il gruppo Caltagirone si attesta a circa il 6%. Proprio la crescita della partecipazione di Unicredit è uno degli elementi più osservati dal mercato, in un quadro in cui la banca ha ribadito la natura puramente finanziaria dell’investimento, orientato alla redditività e in larga parte coperto sul piano del rischio.

Secondo quanto comunicato dalla banca, la quota detenuta in Generali viene classificata come una partecipazione di natura puramente finanziaria, finalizzata alla generazione di rendimento. L’istituto sottolinea infatti che l’investimento “produce un ritorno interessante” e precisa inoltre che la posizione risulta in gran parte coperta, con l’effetto di limitare in modo significativo sia l’esposizione al rischio sia l’impatto in termini di assorbimento di capitale.

Non manca poi la dimensione più politica e industriale della governance. Le tensioni tra alcuni grandi soci, in particolare Delfin e Caltagirone, continuano a rappresentare un elemento di attenzione per gli osservatori, soprattutto alla luce delle dinamiche che coinvolgono anche il sistema bancario italiano e il dossier Mediobanca–MPS. L’assemblea, pur non essendo sede di scontro diretto, si inserisce quindi in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri nel settore finanziario nazionale.

Governance, vince la lista dei gestori

Sul piano della governance, l’assemblea ha visto affermarsi la lista presentata da Assogestioni nella composizione del collegio sindacale, che ha raccolto una larga maggioranza dei voti espressi, pari a oltre il 72% del capitale presente. Molto più distaccata la lista riconducibile al gruppo Caltagirone, ferma poco sopra l’11%, mentre una quota vicina al 16% si è astenuta.

La distribuzione dei ruoli nel collegio riflette un equilibrio particolare: la presidenza è andata a Carlo Schiavone, indicato dalla lista Caltagirone, mentre la maggioranza dei sindaci effettivi è espressione della lista dei gestori istituzionali, con Paolo Ratti e Sara Landini nominati su indicazione di Assogestioni. In questo modo, la guida dell’organo viene affidata a una figura dell’area imprenditoriale, ma la composizione complessiva premia nettamente la rappresentanza degli investitori istituzionali.

Donnet: titolo vicino ai massimi storici

Nel suo intervento, l’AD Donnet ha insistito sul fatto che il gruppo sta procedendo in modo coerente rispetto agli obiettivi fissati dal piano industriale. Il 2026 viene indicato come la fase più delicata dell’attuale strategia, in cui si concentrano le verifiche decisive sulle traiettorie di crescita e redditività. Un anno che assume il ruolo di spartiacque verso il completamento del piano “Lifetime Partner 27”, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il posizionamento internazionale del gruppo.

“Continueremo a rendere reale ogni giorno la promessa di essere Partner di Vita per tutti i nostri clienti, e continueremo ad operare in un mondo caratterizzato da incertezze e tensioni geopolitiche sempre più forti”. Proprio in questo scenario, ha aggiunto, emerge il ruolo del gruppo: “È proprio nei momenti più critici che un grande assicuratore e asset manager riesce davvero a fare la differenza”, richiamando anche “l’onore e la responsabilità derivanti dall’essere parte di un grande Gruppo con ben 195 anni di storia”.

“La forza e la consistenza dei risultati che abbiamo ottenuto ci confermano che stiamo eseguendo il nostro piano con la massima disciplina, continuando a creare valore sostenibile per voi azionisti e per tutti i nostri stakeholder”. Un risultato che, ha evidenziato, poggia anche sulle operazioni straordinarie degli ultimi anni.

Il CEO ha anche sottolineato come la solidità dei risultati sia frutto sia della crescita organica sia delle operazioni di acquisizione realizzate negli ultimi esercizi, che stanno progressivamente entrando a pieno regime. In particolare, viene evidenziato il contributo delle recenti operazioni in Europa e il rafforzamento delle attività in Asia, destinate a pesare sempre di più nella generazione dei ricavi futuri.

“La performance registrata nel 2025 è stata resa possibile anche dalle acquisizioni fatte negli ultimi anni, e il contributo di tutte queste società è destinato ad aumentare man mano che termineranno le rispettive fasi di integrazione”.

Tra queste, Donnet ha citato il rafforzamento in Europa con Liberty Seguros e l’espansione in Asia. Ampio spazio anche alla creazione di valore per gli azionisti.

“Continuiamo dunque a mostrare concretamente il forte impegno a garantirvi una remunerazione stabile e crescente nel tempo”, “il nostro titolo ha quasi triplicato il proprio valore ed è oggi molto vicino ai suoi massimi storici”.


Fonte:

www.wallstreetitalia.com

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