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Il presidente della Fifa ha detto che l’Iran parteciperà sicuramente ai mondiali negli Stati Uniti

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Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha dichiarato che l’Iran parteciperà «di sicuro» ai Mondiali di calcio in programma quest’estate negli Stati Uniti, nonostante il conflitto in corso con Washington renda incerta la presenza della squadra iraniana. «Speriamo che entro allora la situazione sia pacifica, questo aiuterebbe sicuramente. Ma l’Iran deve venire», ha dichiarato Infrantino durante il Cnbc Invest in America forum, a Washington. La posizione della FIFA è rimasta coerente nelle ultime settimane, anche se la guerra iniziata il 28 febbraio tra Stati Uniti, Israele e Iran ha complicato l’organizzazione del torneo.

L’Iran si è qualificato ai Mondiali come una delle migliori squadre asiatiche e, secondo il calendario attuale, dovrebbe disputare tutte le partite della fase a gironi negli Stati Uniti. L’esordio è previsto il 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Inglewood, nell’area di Los Angeles, seguito da una partita contro il Belgio il 21 giugno nello stesso stadio e da un incontro con l’Egitto il 26 giugno a Seattle. La delegazione iraniana dovrebbe arrivare entro il 10 giugno per un ritiro preparatorio a Tucson, in Arizona.

La partecipazione della squadra è però diventata un tema politico fin dalle prime settimane del conflitto. A inizio marzo, funzionari iraniani avevano suggerito che la nazionale potesse non partecipare, o che non fosse possibile viaggiare negli Stati Uniti. Il ministro dello Sport Ahmad Donyamali aveva dichiarato alla televisione di stato che «in nessuna circostanza possiamo partecipare ai Mondiali» e aveva chiesto alla FIFA di spostare le partite in Messico, uno dei paesi co-organizzatori del torneo insieme a Canada e Stati Uniti.

La richiesta è stata respinta. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha confermato che la FIFA intende mantenere il calendario invariato, ribadendo che il torneo si svolgerà come previsto nei tre paesi ospitanti.

Il presidente Donald Trump ha detto in diverse occasioni di «non preoccuparsi» della partecipazione iraniana, ma ha anche sostenuto che non sarebbe «appropriato» per la sicurezza dei giocatori e che la loro presenza potrebbe comportare rischi «per la loro vita». Le dichiarazioni sono arrivate mentre i negoziati per una tregua non sono ancora ripresi e un cessate il fuoco temporaneo è in scadenza.

Dopo aver visitato la squadra iraniana durante un ritiro ad Antalya, in Turchia, Infantino ha sottolineato che i giocatori «vogliono davvero giocare e dovrebbero giocare» e ha ribadito che «lo sport dovrebbe essere al di fuori della politica». Allo stesso tempo ha riconosciuto la complessità del contesto, dicendo che «non viviamo sulla luna, viviamo sul pianeta Terra», ma che il calcio può contribuire a «costruire ponti».

Nonostante le rassicurazioni della FIFA, restano aperte diverse incognite. Non è chiaro se il governo iraniano autorizzerà la trasferta negli Stati Uniti né se le condizioni di sicurezza saranno ritenute accettabili da entrambe le parti.


Fonte:

www.linkiesta.it

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