Il prosieguo del memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele non è così scontato. Nel governo è in corso una riflessione, con una “fitta discussione” in queste ore, spiegano fonti. L’intesa stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell’ambito delle forze armate. Il nuovo check per un tacito accordo sul prosieguo dell’intesta – previsto come da protocollo ogni cinque anni fin dalla sua nascita nel 2016 – scatta in queste ore in un momento in cui i rapporti tra Italia e Israele sono tra i più bassi degli ultimi tempi, anche alla luce del contesto internazionale di crisi in Medio Oriente.
Proprio oggi l’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, è stato convocato per protesta dal ministero degli Esteri di Gerusalemme, dopo il post su X del titolare della Farnesina e vice premier Antonio Tajani, che in visita a Beirut ha condannato i raid dell’Idf che dal 2 marzo scorso hanno causato oltre 2.000 morti e 6.700 feriti nel Paese dei Cedri. Pochi giorni fa, l’8 aprile, era avvenuto lo stesso a parti invertite, quando era stato Tajani a convocare l’ambasciatore israeliano dopo l’episodio avvenuto nel sud del Libano, dove i soldati dell’Idf avevano esploso colpi di avvertimento contro i caschi blu italiani di Unifil: un proiettile era finito a un metro da uno di loro.
Sul fronte politico, una spinta affinché l’intesa di cooperazione non sia rinnovata o sia quanto meno sospesa è arrivata dall’opposizione. “Cosa deve succedere prima che il governo impedisca il rinnovo automatico che scatta oggi?”, chiede la segretaria del Pd Elly Schlein mentre il gruppo del Movimento 5 Stelle al Senato ha depositato un’interrogazione rivolta ai ministri della Difesa e degli Esteri, per chiedere al governo di “fare immediatamente chiarezza sulle sue intenzioni in merito. Vogliamo sapere – dicono – se l’esecutivo abbia o no intenzione di sospendere questo accordo, cosa che può ancora essere fatta in qualsiasi momento”. E per Marco Grimaldi di Avs quel rinnovo “sporca il nome dell’Italia”.
Vanno in un tutt’altro senso le intenzioni di Forza Italia: “Se il governo ritiene di andare avanti mi sembra una posizione assolutamente sensata”, agire diversamente “sarebbe un motivo di confusione ulteriore in questo momento” complesso nel quale “vanno mantenuti rapporti con tutti” e portato avanti il dialogo, “come dimostrato dal ministro Tajani con la sua visita in Libano”, sostiene il presidente della commissione Esteri del Senato, Maurizio Gasparri.
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